<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[La Ferrari in Carrozzina]]></title><description><![CDATA[Analisi viscerale della complessità umana (L'Intreccio) contro l'apatia e il cinismo sociale. Storie, saggi e verità non filtrate di una Rosa Nera.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!AX8X!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F362d0055-a4da-4d20-8772-845b84d1d15e_736x736.png</url><title>La Ferrari in Carrozzina</title><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Sat, 04 Jul 2026 17:50:43 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://laferrariincarrozzina.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Sara]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[laferrariincarrozzina@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[laferrariincarrozzina@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Sara]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Sara]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[laferrariincarrozzina@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[laferrariincarrozzina@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Sara]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[SONO UNA DI LORO ]]></title><description><![CDATA[La felicit&#224; invisibile di un autobus affollato e il dramma di non avere nulla da raccontare. DISOCCUPATIANONIMI - PARTE 6]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/sono-una-di-loro</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/sono-una-di-loro</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:30:29 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/98da12b6-6761-4ae5-b404-b08f2171445d_1920x1273.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ai disoccupati non manca solo uno stipendio. Manca il rumore dell'autobus delle 8 di mattina, lo sbuffo della stanchezza serale, il diritto di sentirsi 'normali'. Vi racconto di quando ero felice nella calca, prima di scoprire cosa significhi non avere pi&#249; nulla da raccontare.</strong></em></p><p>Sono le 7 di mattina e suona la sveglia. Mi alzo veloce, mi preparo, faccio colazione, mi trucco, un&#8217;ultima controllata allo specchio dell&#8217;ingresso e di corsa a prendere l&#8217;autobus. Che alle 8 &#232; strapieno, accalcato, pieno di gente che va al lavoro, a scuola... Salgo sull&#8217;autobus e, dopo due cambi, arrivo a destinazione.</p><p>La cooperativa dove lavoro come tirocinante.</p><p>Eh gi&#224;, mi sono laureata qualche mese fa in psicologia clinica, e forse anche grazie alla mia tesi sui tentativi di suicidio negli adolescenti, mi ritrovo in una cooperativa di psicoanalisi per adolescenti. Che posso volere di pi&#249; nella vita?? Otto ore al giorno, dal luned&#236; al venerd&#236;. Faccio accoglienza telefonica, gestisco le richieste di aiuto di genitori e ragazzi, partecipo alle riunioni di &#233;quipe, scrivo verbali e relazioni, assisto il capo negli incontri con gli assistenti sociali e, quando serve, intrattengo i ragazzi in attesa del loro educatore.</p><p><strong>Sono Felice, e lo so.</strong></p><p>All&#8217;una si stacca, pausa pranzo. Ho trovato un baretto l&#236; vicino: due tramezzini e spremuta d&#8217;arancia, il mio pranzo fisso. Quando sono fortunata mangio l&#236;, altrimenti mi siedo alla fermata dell&#8217;autobus e aspetto che si facciano le 2 per rientrare. Superiamo tutti l&#8217;abbiocco post-pranzo tra caff&#232;, chiacchiere e un po&#8217; di relax. E poi dritti fino alle 19, quando chiudiamo tutto: computer, stanze, la sede... e me ne torno a casa.</p><p>Al ritorno mi ritrovo sull&#8217;autobus pieno di ministeriali. Tutti stanchi, tutti ciondolanti, qualcuno sta anche a occhi chiusi... e in mezzo a quella calca umana mi sento cos&#236; <strong>FELICE</strong>, mi sento &#8220;normale&#8221;, mi sento <strong>&#8220;una di loro&#8221;</strong>.</p><p>Scendo alla mia fermata, vado a casa di Guido e gli racconto tutta la giornata... cosa ho fatto, come &#232; andata... tutto anonimo, ovviamente, perch&#233; anche io ho il segreto professionale, ma posso raccontare i &#8220;peccati&#8221; basta che il &#8220;peccatore&#8221; non sia identificabile. Si fa ora di cena, mangiamo, vediamo il tg e poi scegliamo il film.</p><p><strong>Sono FELICE e lo so.</strong> La sera vado a letto presto, perch&#233; la mattina dopo si riparte col tram-tram, e la sveglia non perdona!</p><p>Certo, la sera ero stanca. Certo, a volte capitavano brutte giornate, ci sono stati episodi talmente &#8220;pesanti&#8221; che hanno sconcertato anche una come me... e l&#8217;autobus pieno di gente e odori e spinte, mamma mia!! <strong>MA ero FELICE, e lo sapevo.</strong> Lo sapevo bene.</p><p>Ai disoccupati manca questo: quel far parte della massa di gente sull&#8217;autobus che corre al lavoro, quel correre per non perdere la corsa, quello sbuffare quando la sera rientri a casa stanco, <strong>quell&#8217;avere qualcosa da raccontare...</strong></p><p>Ne vogliamo parlare del fatto che il disoccupato medio non ha quasi nulla da raccontare della sua giornata, se non ricerca di lavoro o colloqui, e che questo gi&#224; di per s&#233; &#232; un blocco enorme??</p><p>Ai disoccupati manca quel sentirsi &#8220;normali&#8221;, quel far parte della &#8220;gente&#8221; che va o torna da lavoro. Sentirsi come tutti gli altri, sentirsi parte di qualcosa, sentire che fai e hai la vita che hanno tutti gli altri. E non il fallito, l&#8217;alienato che ha sbagliato tutto nella vita, e che non ha quasi nemmeno il coraggio di guardare in faccia chi gli sta intorno.</p><p>Io ero FELICE su quell&#8217;autobus ammassato di gente... e lo sapevo.</p><h3>Entra nel Cottage: rompiamo il silenzio insieme</h3><p>La disoccupazione non &#232; solo una crisi economica; &#232; un trauma psicologico che cancella l&#8217;identit&#224;, e che confina le persone in un limbo di invisibilit&#224; e vergogna. Nella mia rubrica <strong>DISOCCUPATIANONIMI</strong>, uso la mia lente clinica e la mia storia per dare voce a quel vuoto che la societ&#224; finge di non vedere.</p><p>Questo spazio vive e resta indipendente solo grazie a chi sceglie di sostenerlo. Se credi nel valore di una psicologia che non si limita alla teoria e ai manuali ma scende in strada, sull&#8217;autobus, in mezzo alle fratture e ai buchi della vita, &#8220;boots on the ground&#8221;, <strong>valuta di passare a un abbonamento a pagamento</strong>.</p><p>Con il tuo abbonamento premium potrai accedere ai pezzi esclusivi, partecipare ai dibattiti della community e sostenere attivamente un Cottage che d&#224; voce a chi &#232; costretto al silenzio.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://laferrariincarrozzina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://laferrariincarrozzina.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p><p><em>Foto copertina : buchen wang / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TUTTI A DIRTI COME.]]></title><description><![CDATA[LA VITA NON E' UNA RICETTA DI BENEDETTA PARODI]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/tutti-a-dirti-come</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/tutti-a-dirti-come</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 12:31:17 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/a381f9ec-b408-4138-a6cd-d6b4042c2dd3_1920x1280.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Un po&#8217; per interesse, un po&#8217; per formazione, seguo da sempre profili di psicologi, psichiatri, counselor, life coach e coach di vario tipo... sui social, su YouTube. E cos&#236; il mio feed &#232; diventato una macedonia di cose psicologiche-cliniche-psichiatriche e stile di vita. Video su relazioni, comportamenti, disturbi, modi di vivere...</p><p><strong>COME-COME-COME-COME.</strong> Ma posso dire che non ce la faccio pi&#249;???</p><p>Tutti a dirti come. Come vivere, come amare, come amarTI, come essere felice, come essere un buon genitore, come gestire i genitori tossici... Lo trovo sinceramente insopportabile. Capisco che ogni professionista dia dei pareri o dei consigli clinici; capisco che si voglia &#8220;diffondere&#8221; l&#8217;equilibrio psicologico e fare della salute mentale un tema di maggiore consapevolezza e condivisione... ma penso anche che a tutto ci sia un limite.</p><p>Un conto &#232; la divulgazione clinica scientifica, altro &#232; <strong>trattare il Vivere &#8212; vivere bene, in equilibrio, in armonia, in pace con se stessi e con il mondo &#8212; come fosse un libro di ricette di Benedetta Parodi.</strong></p><p>L&#8217;altro giorno stavo pensando al self-help. Ogni settimana seguo le classifiche dei libri pi&#249; venduti su quattro siti online: Amazon, Feltrinelli, IBS e Libreriauniversitaria. E a parte adesso che con l&#8217;estate &#232; tutto romanzi rosa e libretti da ombrellone, i libri di self-help solitamente la fanno da padrone. Per tanto tempo ci sono &#8220;cascata&#8221; anche io. Forse, comprando e leggendo questi libri, ci illudiamo di poter capire come stare al mondo, come essere felici, come essere buoni partner, amici, figli, genitori o fratelli.</p><p><strong>&#200; come una scorciatoia fai-da-te al posto del divanetto del terapeuta.</strong> Per soldi, per mancanza di tempo, per pregiudizio, per &#8220;privacy&#8221;, per banale comodit&#224;... Sicuramente &#232; molto pi&#249; facile leggere uno o cento libri di self-help sul letto o sul divano di casa propria, piuttosto che uscire di casa e sedersi a trenta centimetri da un perfetto estraneo che sta l&#236; a guardarti, analizzarti, scrutarti, farti domande.</p><p>Sono laureata in psicologia clinica, ho fatto quattro anni e mezzo di terapia individuale settimanale senza saltare mai una seduta <em>(ascendente capricorno e cuspide vergine aiutano, eh!!)</em>, ho letto vari libri di self-help e seguo molti profili del settore. Ho visto tantissimi video su YouTube di persone serie, professionisti, non gente improvvisata. E dall&#8217;alto della mia esperienza su tutti questi fronti, la mia conclusione a oggi &#232;: <strong>non ne posso pi&#249;.</strong></p><p>Penso che stare bene sia una cosa che, quando sei fortunata, ti ci vuole una vita intera per riuscirci. Penso che amarsi e volersi bene non sia una cosa che puoi imparare da qualche video motivazionale o in un libro di duecento pagine. Penso che come essere un buon partner, genitore, figlio, fratello o amico non te lo possa insegnare nessuno, e niente.</p><p>Penso che quel senso di pace e di equilibrio interiore non venga da fuori, dai contenuti social, fossero anche di Freud o di Buddha. <strong>Penso che VIVERE sia una cosa difficilissima</strong>, anche se &#232; &#8220;automatica&#8221; e &#8220;automatizzata&#8221;, perch&#233; tutto sta nella qualit&#224; che tu dai alla tua vita, non solo nel respirare, mangiare, bere, urinare, defecare e dormire.</p><p>Ma penso allo stesso modo che, a volte, una frase, una parola, un&#8217;espressione, una metafora possano &#8220;illuminarti&#8221; e accenderti qualcosa dentro. Ci sono libri di self-help che mi hanno ispirato, commosso, che mi hanno toccato, che mi hanno insegnato alcune tecniche o esercizi. Io sono il frutto di tutto: dell&#8217;universit&#224;, della terapia, dei libri, dei video <strong>e DI ME STESSA a 360&#176;</strong> &#8212; il mio carattere, la mia personalit&#224;, ogni cosa che ho vissuto, ogni rapporto, ogni esperienza, ogni conversazione introiettata dal mio cervello, dal mio cuore, dalla mia anima e dal mio spirito.</p><p>Quindi non dico che quel video su YouTube non possa aiutarti o ispirarti, cos&#236; come il libricino di cento pagine di auto-aiuto. Dico solo che non si deve trattare la salute mentale, l&#8217;equilibrio psicologico e il Vivere con quella facilit&#224; con cui si insegna a fare l&#8217;insalata di riso o l&#8217;uovo alla coque in modo impeccabile.</p><p>Perch&#233; se la filosofia esiste da duemila anni ci sar&#224; un motivo. Se passano secoli, millenni, e l&#8217;essere umano continua a farsi sempre le stesse domande, ad avere gli stessi dubbi e a sentire quel senso di impotenza e di fallibilit&#224;, ci sar&#224; un motivo... Mi &#232; venuto in mente in questo istante <em>Il mondo di Sofia</em>, un libro bellissimo.</p><p>Quindi, massimo rispetto per tutti i professionisti della salute mentale, massimo rispetto per tutti i tipi di contenuto clinico-scientifico-terapeutico, ma <strong>non confondiamo tutto questo con un percorso terapeutico, o con un viaggio in Tibet</strong>, perch&#233; questo non &#232;, e non potr&#224; mai essere. E per fortuna, aggiungo io.</p><p>Forse, nella sua complessit&#224; e nella sua difficolt&#224;, la vita &#232; tanto pi&#249; bella e affascinante cos&#236;. Vuoi mettere fare un puzzle di 1000 pezzi che lo finisci in due giorni o accanirti con uno da 8000? Che ti fa impazzire, ti fa scervellare, magari ti tiene sveglio anche di notte... ma la soddisfazione di quando metti al suo posto quell&#8217;ottomillesimo pezzo?</p><p>Siamo esseri umani, forse dobbiamo solo accettare ed essere consapevoli di questo. Abbiamo fatto, facciamo e faremo errori. Ci sta. Siamo stati, siamo e saremo pieni di buchi e problemi. Ci sta. Abbiamo fatto, facciamo e faremo un sacco di scelte sbagliate. Ci sta.</p><p>Ma c&#8217;&#232; quella frase meravigliosa di quella canzone che a me, per esempio, ha aperto la mente pi&#249; di un milione di libri di self-help:</p><blockquote><p><em>&#8220;I&#8217;ve made mistakes, I&#8217;m just a man&#8221;</em> &#8212; [Always, Bon Jovi]. </p><p><strong>&#8220;Ho fatto errori, sono solo un uomo&#8221;.</strong></p></blockquote><p>E Vivere, vivere bene, &#8220;felici&#8221;, sereni, &#232; un puzzle da un milione di pezzi. E ci sta pure questo.</p><p><em>Foto copertina : Compagnons / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[OSPITI PRECARI]]></title><description><![CDATA[Oltre i missili su Marte e le emoji di facciata]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/ospiti-precari</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/ospiti-precari</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Sun, 28 Jun 2026 18:30:18 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b6f1a9fc-406f-41c1-8a90-061925a7019a_1920x1459.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Toro Seduto diceva &#8220;l&#8217;uomo appartiene alla terra. la terra non appartiene all&#8217;uomo&#8221;. E quando succedono queste tragedie, in qualsiasi angolo del pianeta, queste parole diventano oro. Anche se poi ce lo dovremmo ricordare sempre, e non come al solito solo quando si arriva a contare i morti.</p><p>Non bisogna essere buddisti e saper recitare il Nam-myoho-renge-kyo per capire che siamo REALMENTE, DAVVERO una cosa sola, e che quello che succede dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano, o nello stato confinante al mio, o nel continente che si trova oltre quel mare o quella montagna, non pu&#242; non toccarmi, perch&#233; siamo tutti Esseri Umani.</p><p>E per quanto progresso, tecnologia, robe supersoniche, robot e missili su Marte ci possiamo inventare, la Terra, Madre Terra avr&#224; sempre l&#8217;ultima parola su di noi. Con un tornado, con un &#8220;botto&#8221; del pavimento, con temperature &#8220;solari&#8221; che creano morti. Eppure ce ne dimentichiamo, ci illudiamo che riempiendoci di tecnologia, progresso e cose super fighissime, &#8220;fantascientifiche&#8221;, potremmo dominare l&#8217; Ineluttabile. Ma &#232; solo una mera illusione.</p><p>La sola cosa che possiamo fare &#232; RISPETTARE questo povero pianeta che stiamo massacrando da decenni ormai... s&#236;, ognuno nel suo piccolo, ognuno per quello che pu&#242;. Le fatidiche &#8220;gocce nell&#8217;oceano&#8221;.</p><p>E io non sono un&#8217;ambientalista estremista, non sono la sorella segreta di Greta Thunberg. Ma quel senso di &#8220;precariet&#224;&#8221; esistenziale che proviamo davanti a queste tragedie, forse, lo possiamo solo superare in due modi: ricordandoci che siamo TUTTI un&#8217;unica comunit&#224;, dal polo sud al polo nord, dal Canada a Bali, e non dimenticando mai che poi, alla fine, l&#8217;ultima parola ce l&#8217;ha sempre Madre Terra, nonostante tutte le AI e i missili terra-aria supersonici.</p><p>E che l&#8217;emoji di un cuore spezzato sui social non serve a niente, se poi la mattina dopo fottiamo il nostro vicino, o non rispettiamo l&#8217;ambiente che ci OSPITA.</p><p>E ci tengo a precisare, perch&#233; su queste cose &#232; sempre bene precisare... che io adoro il progresso, le scoperte, la tecnologia. Non sono una terrapiattista, ecco. Ci tenevo a dirlo ben chiaro.</p><p><em>Foto copertina : Javier Miranda / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[PRIMA L’UOVO O LA GALLINA?]]></title><description><![CDATA[DISOCCUPATIANONIMI - PARTE 5]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/prima-luovo-o-la-gallina</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/prima-luovo-o-la-gallina</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 12:30:29 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3b80c910-9b34-49f6-9c0a-5b24e36e251f_1920x2880.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre pensato che il lavoro risolvesse tutti i miei problemi. Tutte le cose &#8220;irregolari&#8221;, che non vanno: comportamenti, stati emotivi... Il mio credo profondo &#232; sempre stato: <em>&#8220;Sono cos&#236;, faccio questa vita, mi comporto cos&#236;, ho questo stile di vita perch&#233; non lavoro e quindi... di conseguenza ci sono tutte le ripercussioni psicologiche, pratiche, economiche, relazionali ed esistenziali del caso. Ma se inizio a lavorare, i ritmi si aggiustano, questo si sistema, quello si mette a posto&#8221;</em>. Quel bellissimo verbo inglese che adoro: <strong>Fix it</strong>.</p><p>Poi invece, dalla mia terapeuta di allora, da amici, video, libri e un po&#8217; ovunque, ho capito che <strong>&#8220;il lavoro non c&#8217;&#232;, se Sara non c&#8217;&#232;&#8221;</strong>, come mi ha detto un&#8217;anima preziosa giorni fa... E questa cosa mi ha fatto riflettere, perch&#233; per me rappresenta una vera rivoluzione copernicana interiore e come obiettivi di vita.</p><p>Pensare che tutto quello che non sta bene in me si risolva iniziando a lavorare &#232; una certa visione e una certa prospettiva. Dire e pensare, al contrario, che <strong>prima devo stare bene, trovare un equilibrio, mettere a posto quello che a posto non &#232;, e poi allora potr&#242; mettermi veramente in pista</strong>, in gioco, e lavorare... beh, &#232; tutta un&#8217;altra storia. Ho una vocina dentro che mi continua a urlare bisbigliando: <em>&#8220;&#200; un disastro!!!&#8221;</em>.</p><p>Da qualche parte, qualche settimana fa, ho letto:</p><blockquote><p><strong>&#8220;Il sentimento segue l&#8217;azione, non viceversa&#8221;.</strong></p></blockquote><p>Io pensavo che per agire, per fare una determinata cosa, si dovesse prima stare bene. E invece no, sembra un po&#8217; il principio dell&#8217;appetito vien mangiando: comincia a fare quella cosa anche se stai male, anche se stai nell&#8217;abisso, e l&#8217;emozione, il sentimento, verr&#224; di conseguenza. Mi sembra un cane che si morde la coda, uno di quegli enigmi filosofico-esistenziali.</p><p>Credo che non ci siano leggi universali valide per ogni singolo essere umano del pianeta; credo che ognuno di noi abbia una propria &#8220;formula&#8221;, un proprio modo personale per raggiungere la stessa meta: <strong>SOGGETTIVITA&#8217;</strong>. Quindi, se anche la legge generale del <em>&#8220;prima devi stare bene e poi puoi lavorare&#8221;</em> valesse per tutti, non &#232; detto che debba valere anche per me.</p><p>Con me hanno sempre funzionato le strade pi&#249; folli, pi&#249; strane, quei sistemi che avrebbero mandato chiunque all&#8217;altro mondo o tra le pareti di gomma di una stanza psichiatrica; e invece con me hanno funzionato, mi hanno salvato. Non &#232; detto che quello che funziona per te funzioni anche per me. La salute mentale e l&#8217;equilibrio psicologico hanno bisogno di <strong>vestiti su misura, ad personam</strong>, non di cose dozzinali a &#8220;taglia unica&#8221;.</p><p>La taglia unica mi ha sempre fatto ridere e arrabbiare nei vestiti: come fai a concepire una taglia unica? Chi l&#8217;ha ideata? Ogni corpo &#232; a s&#233;, ogni corpo ha le sue forme, le sue misure. Come fai a massificare il corpo di dieci, cento, mille o diecimila persone, ognuna diversa dall&#8217;altra?</p><p>Quindi no, la risposta non la so. Non so quale strada sia quella giusta per me. Il mio istinto, la mia voce da sempre mi dice che il lavoro sistemer&#224; tutto, ma mi hanno detto che &#232; solo un&#8217;illusione, un film che mi faccio e mi sono fatta negli anni per non guardare in faccia la realt&#224;, la verit&#224;.</p><p>&#200; la perenne, eterna questione della causa-effetto, pi&#249; o meno invertite e capovolte: fai una determinata cosa perch&#233; stai male psicologicamente, o stai male psicologicamente perch&#233; fai quella determinata cosa?</p><p>E chiss&#224;, poi, alla fine, come l&#8217;hanno risolta... se &#232; nato davvero prima l&#8217;uovo o invece la gallina.</p><p><em>Foto copertina : patrick von der wehd / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[100]]></title><description><![CDATA[E SONO 100.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/100</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/100</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:31:18 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/dce3393f-7738-4e82-b381-c946d53085f8_4852x3235.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><span data-color="rgb(34, 34, 34)" style="color: rgb(34, 34, 34);">E SONO 100. </span></p><p>il 30 ottobre sera, ero in balia di pensieri, riflessioni e bilanci esistenziali.. ero cos&#236; frustrata e arrabbiata, e il mio cervello visual ha cominciato a immaginare una Ferrari chiusa in un garage.. impolverata, con le ragnatele sui cerchioni, sporca, arrugginita.. e mi ha fatto una rabbia, ho pensato &#8220;cavolo &#232; una Ferrari testarossa, possibile che deve stare a marcire l&#236; dentro??&#8221; e ho pensato di scrivere.. non sapevo come n&#233; dove.. scrivo da una vita, da sempre... dai temi a scuola, ai gruppi di autoaiuto di fb.. scrivere insieme alle immagini &#232; la mia modalit&#224; naturale, mi viene come respirare.. quindi ho pensato che volevo scrivere di quella Ferrari impolverata nel garage.. ho cercato su Google, ho trovato Substack e mi sono segnata come la ferrariincarrozzina, dove carrozzina non sta per sedia a rotelle ma passeggino, perch&#233; la seconda immagine che mi passava davanti era una baby Ferrari dentro un passeggino per strada, che sbircia il mondo fuori da l&#236; dentro.. e cos&#236;, quella stessa notte scrissi il primo pezzo IL TINTINNIO DI SHARM, IO VIVO TU NON ESISTI PIU&#8217;. Era dedicato a Guido, perch&#233; MAI nella mia vita avrei avuto il coraggio di scrivere &#8220;pubblicamente&#8221; se non avessi avuto per quasi 13 anni il mio compagno a pomparmi l&#8217;autostima su quanto sono brava, che dovevo scrivere, scrivere, fare la sceneggiatrice, e altre fantasie &#8220;artistico-letterarie&#8221; del genere. Ho cominciato a scrivere 2 volte a settimana da subito, luned&#236; e venerd&#236;, sempre, costante. tabella di marcia incorporata. Sono tornata sul balcone del 7 piano a 8 anni, al dilemma &#8220;chiamo o non chiamo&#8221; riferito al telefono azzurro, ho scritto scritto scritto.. ho dato voce alla Bambina, a Guido, al nostro amore, alla Ferrari.. ho cercato di parlare, nel limiti che certe situazioni mi impongono, sempre di ME, senza filtri senza maschere senza pi&#249; camuffare niente.. ma a nudo.. perch&#233; se devo continuare a raccontare ancora le favolette, substack per me non ha senso di esistere. Questo era l&#8217;essenza del pezzo IL CLOWN CHE PIANGE.. e poi il mio rapporto col silenzio, la musica, le mie 3 rose, IO SONO MERY e come a 13 anni senza sapere ancora che si chiamasse LGBT ho &#8220;sentito&#8221; e capito da che parte stavo.. poi sono arrivati i collage, le pillole di luce, e da un po&#8217; &#8220;disoccupatianonimi&#8221; quel vecchio sogno di me e guido&#8230; &#232; stata una carrellata della mia vita, dall&#8217;inizio a oggi.. senza strategie di marketing o acchiappaclick, senza mai fare la &#8220;marchettara&#8221; ma solo me, niente altro che me, &#8220;right or wrong, it&#8217;s me&#8221;. Verso dicembre sono arrivati i primi abbonati paganti, Roberta e Andrea, che non ringrazier&#242; mai abbastanza per il sostegno e la spinta che hanno rappresentato. E da dicembre ho iniziato a pubblicare anche la domenica, quindi 3 pezzi fissi a settimana. SEMPRE. natale, santo stefano, pasquetta, il giorno in cui il pc si &#232; rotto e ho fatto i doppi tripli quadrupli salti mortali ma il pezzo &#232; uscito. COSTANZA. Parola per me che rappresenta e ha rappresentato una vera sfida, perch&#233; ho vissuto giorni di abisso, e giorni in cui tiro fuori la guerriera e tutta la determinazione e quel non mollare mai.. ma per me non aver MAI saltato l&#8217;uscita di un pezzo &#232; come aver vinto la coppa del mondo, per rimanere sull&#8217;attualit&#224;. Vivo sola, non lavoro come ormai ho detto, non ho una grande vita sociale, e fondamentalmente passo settimane dentro casa senza uscire.. quindi per me scrivere &#232; stata l&#8217;ancora, il contatto col mondo, il poter dire &#8220;ehy, sono qui! anche se nascosta in un garage o a fare cuc&#249; da un passeggino, ma SONO QUI, IO CI SONO!&#8221;. Ogni commento che ho ricevuto e ho letto mi ha aperto il cuore, perch&#233; mi ha confermato quell&#8217;idea di Comunit&#224;, di Cottage che nel tempo sognavo di creare.. mi immaginavo un cottage sull&#8217;oceano, e tutti noi, seduti in cerchio, con una tazza di cioccolata o di t&#232; in mano, a parlare, a confrontarci, scambiarci la vita le nostre storie le nostre idee i nostri pensieri.. ecco, quello &#232; il Quadro che ho davanti agli occhi sempre quando scrivo, e quando leggo i vostri commenti..so per esperienza personale quanto pu&#242; essere importante e utile sentire che c&#8217;&#232; un altro essere umano che sente quello che senti tu, che vive quello che vivi tu, che pensa quello che pensi tu, e non ti senti pi&#249; solo.. e quel non sentirsi pi&#249; solo, a volte, fa una differenza oceanica. Questo &#232; il mio Sogno qui su substack, il mio obiettivo. E far&#242; tutto il mio possibile per continuare e cercare di crearlo insieme.</p><p>Oggi la sola cosa che vorrei davvero &#232; poter festeggiare questo traguardo con guido, andare a mangiare fuori insieme, o semplicemente fare un brindisi, dei nostri... ma questo non si pu&#242; lo so.. so che se guido c&#8217;&#232; da qualche parte in qualche forma si sta rotolando di gioia e mi star&#224; urlando &#8220;te l&#8217;avevo detto am&#242;!! Finalmente mi hai dato retta!!&#8221; &#232; stato l&#8217;essere umano che &#232; stato pi&#249; orgoglioso di me in tutta la mia vita, che vedeva in me l&#8217;Artista dove io vedevo solo un mucchio di stupidaggini.. non smetter&#242; mai di dire, urlare e pensare che Sara di oggi &#232; il frutto di quei quasi 13 anni di Stima, Fiducia, Incoraggiamento... guido quando mi leggeva gli brillavano gli occhi e stava 1 ora a farmi complimenti bellissimi, ed &#8220;&#232; tanta roba&#8221;. Ma oggi, da sola, quella pacca sulla spalla me la do io, e lo alzo a me stessa il calice: a me che non ho mai mollato un secondo, a me che mi sono alzata per scrivere o pubblicare tutte quelle mille volte che sarei rimasta &#8220;a terra&#8221;.. a me, che sono qui, che ancora ci credo, e che ancora sto camminando.. a modo mio, col mio passo, al mio ritmo, ma sto ancora &#8220;in marcia&#8221;...</p><p><em><strong>Sono 100 pezzi che sono qui, gratis, a scrivere la verit&#224; senza filtri. Se in questo cammino vi ho dato qualcosa, se le mie parole vi hanno fatto sentire meno soli o vi hanno &#8220;toccato&#8221; o ispirato, sostenere questo Cottage con un abbonamento pagante &#232; il modo per far s&#236; che la Ferrari continui a girare e che arriviamo a duecento. IO CI SONO.</strong></em></p><p><span>Grazie a tutti per questo pezzo di strada insieme, per ogni mi piace, commento, restack, visualizzazione.. per tutto. Perch&#233;, per me, non sono solo &#8220;numeri&#8221; e &#8220;stats&#8221;, ma sono singoli piccoli passi per uscire la Ferrari da quel garage, e come dico sempre tornare a sfrecciare bella e folgorante come non mai a 300 all&#8217;ora sul lungomare.. </span></p><p><strong><span>un abbraccio e un bacio a tutti, Sara</span></strong></p><p><em><span>Foto copertina : Claudio Schwarz / Unsplash</span></em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IL TRUMAN SHOW DELLA NORMALITA']]></title><description><![CDATA[Ci bombardano di mantra sul 'be yourself', per poi incasellarci in routine tutte uguali. E se la routine perfetta fosse una trappola?]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/il-truman-show-della-normalita</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/il-truman-show-della-normalita</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 18:31:31 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/1e86dd32-7268-4556-9f39-acbd25f3a6b5_1920x2560.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Struttura. Si legge ovunque che avere una struttura, una routine, una tabella di marcia ben pianificata, organizzata, e ripetitiva, aiuti. Aiuti la produttivit&#224;, aiuti l&#8217;equilibrio. aiuti la salute mentale. Ma mi domandavo: &#232; nato prima l&#8217;uovo o la gallina? </p><p>Quando sei caos, quando sei una persona senza quel tipo di forma mentis, quando improvvisi la tua giornata day by day, quando non pianifichi, non hai orari dove tutto &#232; programmato, che succede? Il caos &#232; giusto infilarlo a forza nei ritmi delle routine, o invece va lasciato scorrere senza regole, ma semplicemente seguendo la sua natura? Trovo estremamente affascinante il confine tra la propria natura, e l&#8217; &#8220;incasellarsi&#8221; in un sistema pi&#249; funzionale, pi&#249; equilibrato, pi&#249; sano. Mi chiedo se sia giusto <strong>raddrizzare una pianta, o deviare il corso di un fiume</strong>, o invece ci&#242; che &#232; davvero, profondamente giusto &#232; lasciare libero.. che ogni forma si sviluppi a modo suo, segua il proprio ritmo, la propria via, senza nessun tipo di indirizzo, di condizionamento, o di percorso prestabilito. <strong>Lasciare &#8220;strano&#8221; quello che &#232; &#8220;strano&#8221; senza portarlo a forza nel &#8220;normale&#8221;. </strong></p><p>Spesso in terapia si cerca di &#8220;standardizzare&#8221; la persona, i suoi comportamenti, le sue espressioni, i suoi sentimenti, le sue reazioni. Ovviamente, non mi riferisco a comportamenti patologici o di natura palesemente psichiatrica. Parlo di tutta una serie di caratteristiche personali, uniche, specifiche di quella persona, ma che non rientrano negli &#8220;standard&#8221;. Per esempio, l&#8217;impulsivit&#224;: si deve cambiare la propria impulsivit&#224;, ed eliminarla per diventare una persona &#8220;calma&#8221;, razionale, logica, che non agisce di pancia. Ma dove sta scritto? Chi lo dice, chi lo stabilisce? Non sto parlando dell&#8217;impulsivit&#224; che spinge all&#8217;acting out o a un crimine, o a qualsiasi atto contro se stessi o contro altri. Sto parlando di quella sfumatura &#8220;passionale&#8221;, latina, caliente, quello che io chiamo &#8220;fumantina&#8221;. Ci sono persone calde, e ci sono persone fredde. E vanno bene entrambe. Ci sono persone che gesticolano, prendono fuoco, arrossiscono, si appassionano e si scaldano anche molto quando parlano.. ma dove sta scritto che quel modo di fare, di essere, di reagire, deve essere &#8220;stemperato&#8221; e portato a un approccio molto calmo e zen? L&#8217;impulsivit&#224; &#232; solo un esempio. </p><p>Penso che tutti si riempiono la bocca ovunque della Soggettivit&#224;, e dell&#8217;Unicit&#224; di ogni essere umano: Be yourself, &#232; il mantra pi&#249; venduto negli ultimi anni. Salvo per&#242;, poi, bombardarci di contenuti che ovunque cercano di incasellarti nelle morning o night routine, in un certo stile di vita, in un certo modo di essere e in un certo modo di vivere. E cosi, tutte quelle persone che non rientrano in quella tipologia di personalit&#224;, carattere, comportamenti, caratteristiche, stile di vita, attitudine, finiscono per sentirsi sbagliati e non ci capiscono pi&#249; niente. Perch&#233; &#232; come vivere in un Truman Show che ti dice continuamente &#8220;buttati&#8221; &#8220;non buttarti&#8221;, &#8220;buttati&#8221;, &#8220;non buttarti&#8221;. </p><p>Come diceva qualcuno, veramente bravo, un po&#8217; di secoli fa, in una terra lontana, &#8220;essere o non essere...&#8221;.</p><p><em>Foto copertina : Akshar Dave / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[THE WALL - I DUE MURI INSORMONTABILI]]></title><description><![CDATA[DISOCCUPATIANONIMI - PARTE 4]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/the-wall-i-due-muri-insormontabili</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/the-wall-i-due-muri-insormontabili</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 12:30:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8a78f93d-0b1a-4585-a50d-f5581a11b761_1920x1280.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>DISOCCUPATIANONIMI - PARTE 4</p><p>Ci sono due muri insormontabili che qualsiasi persona in cerca di lavoro si trova sempre, in qualche modo, davanti. Et&#224; e inesperienza. Non sto parlando ovviamente di alti profili, di profili super specializzati, con titoli o esperienze molto specifiche e settoriali. Sto parlando di profili medi, comuni, &#8220;generici&#8221;. Quello che a me hanno SEMPRE contestato in 500.000 colloqui vis-a-vis che ho fatto era questo: et&#224; ed esperienza. La frase classica era: da colloquio ti prenderei immediatamente, in base alla tua formazione ti prenderei all&#8217;istante, MA..</p><p>ETA&#8217;</p><p>Gi&#224; a 28 anni quando andavo a fare i colloqui mi dicevano che non potevano prendermi perch&#233; cercavano in et&#224; da apprendistato. Figuriamoci dai 28 ai 40... all&#8217;inizio era solo un problema di agevolazioni fiscali e di risparmio.. &#8220;la ventenne mi costa la met&#224; di quanto mi costeresti tu&#8221;. Poi, crescendo, ho cominciato a fare domande pi&#249; specifiche, a dire che avevano comunque dei vantaggi ad assumere una persona adulta, matura.. e l&#236; usciva l&#8217;altra ragione &#8220;la ragazzina di 18-20 &#232; un foglio bianco, &#232; tabula rasa, e noi la plasmiamo e la modelliamo a nostro piacimento, in base alla mentalit&#224; aziendale. Tu hai gi&#224; lavorato in altri ambienti, hai gi&#224; un&#8217;altra forma mentis aziendale, hai un tuo carattere e una tua personalit&#224;, tu non puoi essere plasmata da zero, perch&#233; tu sei un foglio gi&#224; scritto&#8221;. Beccati! Quindi prendi la persona 18-25 anni 1) per le agevolazioni e gli sgravi fiscali, per cui risparmi il 50% rispetto all&#8217;assumere Sara, e 2) perch&#233; questa persona &#232; malleabile come pongo, e la &#8220;gestisci&#8221; pi&#249; facilmente rispetto a una persona pi&#249; strutturata di 35-40-50 anni. Ok, messaggio forte e chiaro. Possibilit&#224; per me di intervenire sul fattore et&#224;?? ZERO, NULLA, NESSUNA!</p><p>Secondo muro inviolabile: l&#8217;esperienza. Che non &#232; la Formazione, ma proprio l&#8217;esperienza lavorativa. Mi sono proposta per qualsiasi mansione (chi dice che i laureati non si &#8220;abbassano&#8221; a qualsiasi lavoro??), Q U A L S I A S I. A parte ovviamente quelli proprio &#8220;tecnici&#8221; tipo muratore, idraulico, operaio specializzato, ma i lavori &#8220;generici&#8221; mi sono candidata a tutti, negli anni. E ogni volta l&#8217;obiezione standard era sempre quella: non hai esperienza. Quando provavo a dire &#8220;ok, mettetemi alla prova, gratis, una settimana, vedete come imparo, se imparo velocemente, se sono abbastanza &#8220;smart&#8221;, insomma sono laureata, parlo 3 lingue, sono stata 8 anni al telefonico, e ho fatto tante cose.. diciamo che ho una capacit&#224; di apprendimento pi&#249; che buona, TESTAMI, METTIMI ALLA PROVA, DAMMI UNA POSSIBILITA&#8217; ACCIDENTI, e dopo, se non vado bene, mandami via e a quel punto lo accetto CON ONORE&#8221;. La risposta standard, fissa, copia&amp;incolla, era sempre &#8220;cerchiamo una persona gi&#224; qualificata, che sappia essere operativa e autonoma dal primo istante&#8221; sottotesto &#8220;non voglio sprecare n&#233; un centesimo n&#233; una risorsa n&#233; tempo ad addestrare te&#8221;. La parte pi&#249; assurda era quando mi proponevo per i call center inbound, e andavo forte e sicura di me essendo stata 8 anni al telefonico, e ogni volta &#8220;no, ma noi cerchiamo con esperienza inbound, tu ce l&#8217;hai outbound&#8221;. E io &#8220;s&#236; ma sono stata 8 anni al telefonico, so gestire telefonate e utenti complessi, ho una laurea in psicologia, e..e..e..&#8221; ma niente, non c&#8217;era verso. Crescendo e facendomi pi&#249; coraggio, dicevo ai colloqui questo: &#8220;se non ho esperienza, e nessuno di voi mi prende perch&#233; non ho esperienza, io che fine faccio?&#8221; e rigorosamente c&#8217;era sempre spalluccia&amp;faccettacontrita, stretta di mano, accompagnata alla porta e quando erano eccezionalmente gentili &#8220;buona fortuna&#8221;. Ok, capito. Possibilit&#224; per me, OGGI, di intervenire sul fattore Esperienza?? ZERO, NESSUNA!</p><p>Non posso ripartire dal via, non posso riavvolgere il film della mia vita e fare tutto diversamente. Questo &#232; il mio profilo, questo &#232; il mio curriculum vitae. E a parte imbrogliare o bluffare, che non far&#242; MAI, non c&#8217;&#232; verso di cambiare Et&#224; ed Esperienza. Anni fa, in un&#8217;agenzia interinale &#8220;amica&#8221; del boss di mio padre, dissi, per disperazione, alla selezionatrice &#8220;ditemi cosa devo fare, e io faccio qualsiasi cosa per risolverla.. mi piace studiare quindi se mi dici &#8216;s&#224;, serve il diploma di ragioneria&#8217; o qualsiasi altra cosa, io faccio tutto, faccio 5 anni in uno, dimmi cosa devo fare, cosa serve per riuscire a trovare un lavoro, e io da bravo soldatino eseguo e mi metto in marcia&#8221;. E la selezionatrice mi disse &#8220;no no ferma, non fare altri corsi, non servono altri titoli o &#8216;pezze&#8217;, da quel punto di vista tu vai benissimo, e anche se prendessi adesso il diploma di ragioneria, comunque rispetto a te prenderebbero sempre la ragazza di 22 anni ragioniera che ha gi&#224; lavorato in un paio di negozi, &#232; inutile adesso prendere altri titoli, il problema &#232; solo l&#8217;esperienza&#8221;. Neanche pi&#249; ricordo l&#8217;anno del mio ultimo colloquio, correva l&#8217;anno..., perch&#233; nel frattempo NON ACCEDO PIU&#8217; NEMMENO AI COLLOQUI, il mio cv viene scartato a priori, e non passo alla fase selezione. Ah, cv, ovviamente, fatto con tutti i crismi: modello Canva, personalizzato in base all&#8217;offerta di lavoro, di una sola pagina, ecc ecc. perch&#233; io sono una che sta sul pezzo, ma loro questo nemmeno lo sanno.. Ah no, mi correggo l&#8217;ultimo colloquio fu una mattina di giugno di qualche anno fa.... seduta al tavolino di un bar vicino casa, sotto un sole cocente, con una signora anziana. Il colloquio me lo aveva organizzato il mio medico di base, perch&#233; a questa signora, sua paziente, serviva una badante per la sorella anziana. Durante questa chiacchierata, la prima cosa che mi disse la signora appena seduta &#232; che aveva bisogno di qualcuno che prendesse in braccio sua sorella e che la mettesse nella vasca da bagno e che poi dalla vasca la riprendesse in braccio e la rimettesse sulla carrozzina. La seconda frase fu, guardandomi da testa a piedi, &#8220;no, non mi sembra che tu sei adatta&#8221;. Cavolo, non cercavi una badante, cercavi HULK!! </p><p>Io non ho la bacchetta magica, non ho nessun modo per intervenire su Et&#224; &amp; Esperienza.. e mi rendo conto che, mettendomi nei loro panni, il singolo selezionatore, DAL SUO PUNTO DI VISTA E DAL SUO INTERESSE, &#232; comprensibile. Capisco che vuoi risparmiare, capisco che vuoi risorse da gestire facilmente, e capisco tutto. MA.. noi? le persone come me? io? noi che fine facciamo in tutto questo?? Se ogni ufficio-azienda-datore di lavoro assume quella X persona, tutti quelli che non rientrano nel profilo X, come me, che fine fanno? E come faccio ad accedere, di nuovo, a un colloquio, se non supero pi&#249; nemmeno la prima fase dello screening dei cv?</p><p><em>Foto copertina : Sylwia Bartyzel / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[THE BAD BATCH]]></title><description><![CDATA[Tra i miei 5-10 film del cuore e della vita, ce n&#8217;&#232; uno che mai mi sarei immaginata, e che nessuno si aspetterebbe da me.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/the-bad-batch</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/the-bad-batch</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:30:55 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d4b81414-d362-401d-bf15-84ec1dce5ac1_1920x1146.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Tra i miei 5-10 film del cuore e della vita, ce n&#8217;&#232; uno che mai mi sarei immaginata, e che nessuno si aspetterebbe da me. eppure.. &#232; un film distopico, il primo film che mi ha fatto scoprire questo genere, che non conoscevo. &#232; un film apparentemente &#8220;fantasy&#8221; ma dentro, se guardi bene, c&#8217;&#232; tutto quello che amo e che mi sta pi&#249; a cuore.</p><p>&#232; del 2016, con Jason Momoa, Suki Waterhouse e Keanu Reeves. parla di un deserto recintato oltre il confine degli United States of America. ma non pensate alle dune magnifiche del Sahara o scenari romantici e mozzafiato che solo i deserti sanno offrire. &#232; una landa, &#232; una tavola di sabbia, infinita, a perdita d&#8217;occhio, non ci sono dune, non ci sono ombre, tetti, ripari, alberi. la primissima cosa che ho pensato la prima volta che l&#8217;ho visto &#232; stato &#8220;oddio, dov&#8217;&#232; l&#8217;ombra??&#8221;. non ci sono case, non ci sono negozi, o palazzi. NON C&#8217;E&#8217; VITA. non c&#8217;&#232; nulla. non c&#8217;&#232; cibo, non c&#8217;&#232; acqua. una specie di inferno in terra. ma il Bad Batch &#232; abitato, abitato eccome. non da animali, che strano ma vero nel film non se ne vede mai nemmeno uno.</p><p>ci sono gli scarti umani, i derelitti della societ&#224;: gli illeg&#224;l come jason momoa de l&#8217;havana cuba, gli ex detenuti come la protagonista, tossicodipendenti, e tutti i &#8220;difettosi&#8221;: gli illegali, i &#8220;CLANDESTINI&#8221;, i matti, gli asociali, i reietti. chi non &#232; funzionale al sistema viene marchiato con un numero, tatuato sulla pelle, e buttato l&#236;, nel Bad Batch, a scannarsi. si rapiscono, si amputano gli arti e si mangia la carne.. o si mangia un tenero coniglietto venuto da chiss&#224;dove. si baratta un essere umano per una bottiglia di acqua. CANNIBALI.</p><p>quando l&#8217;ho visto la prima volta come al mio solito ho guardato la storia d&#8217;amore (&#232; un eufemismo, ma niente spoiler), la seconda la terza la quarta la decima volta che ho visto il film mi ha travolto e ho capito finalmente perch&#233; mi era entrato cosi tanto nelle vene. &#232; una metafora sociale devastante, e che non ti esce pi&#249; dalla testa. l&#8217;idea di relegare tutti gli ESSERI UMANI che tu, societ&#224;, consideri inutili, inadatti, pericolosi, in un lager desertico, senza cibo senza acqua, senza ombra, ma solo sole sole sole sabbia a perdita d&#8217;occhio e NULLA.. c&#8217;&#232; una scena molto bella in cui lei dice a lui &#8220;mi piace qui&#8221; e lui si volta, ruota il braccio ampiamente per indicare quella landa deserta, e le dice &#8220;cosa??? cosa, ti piace qui??&#8221;.. e lei gli prende la mano.</p><p>&#232; un film pazzesco, cupo anche se sempre sotto la luce del sole.. &#232; visivamente potente. terra desolata dove il Padre di famiglia, lo Stato, decide di buttare quelli che non vuole vedere, perch&#233; &#8220;disturbano&#8221;. &#232; un film sugli &#8220;scarti umani&#8221;, sulla solitudine, su quel tatuaggio che ti marchia. REIETTO. condanna.</p><p>ora capisco perch&#233; lo amo tanto.. perch&#233; dentro c&#8217;&#232; ken loach, c&#8217;&#232; oliver stone, c&#8217;&#232; un po&#8217; di michael moore. con un altro linguaggio certamente, con altri personaggi, altre scelte stilistiche, e altro tutto.. ma in fondo, ken loach non ha rappresentato per tutta la vita il Bad Batch??? e non importa se ti trovi in una landa desertica o in una taverna irlandese, quando sei quello che &#8220;disturba&#8221;, quando sei l&#8217; illeg&#224;l, che tu sia il cubano clandestino o il tossico o l&#8217;ex carcerato, nulla fa differenza. nessuno ti vuole, nessuno ti vede come un Essere Umano con dei diritti, con delle ricchezze. </p><p>ma.. in quel deserto, in quella landa assolata a perdita d&#8217;occhio, finepenamai, dove ci si divora letteralmente l&#8217;un l&#8217;altro, ci sono quelle due mani che si toccano, si stringono.. e non sar&#224; il Grande Amore di romeo e giulietta, ma &#232; un Contatto Umano, sono due Esseri Umani che si toccano in quella discarica disperata. ci sono solo 2 momenti di Speranza in tutto il film: quelle due mani che si toccano, e loro due che si sorridono complici. e c&#8217;&#232; solo una scena di luce, di sorriso vero, di gioia in tutto il film: quando lui riabbraccia la sua bambina. forse c&#8217;&#232; ancora qualche speranza. forse nel Bad Batch dobbiamo aggrapparci a quei momenti di pura luce, gli unici in grado di alleggerirci il cuore e di ricordarci che siamo, SEMPRE, IN OGNI LUOGO, IN OGNI ISTANTE, IN OGNI MODO, ESSERI UMANI.</p><p><em>Foto copertina : rm in / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[C'ERA UNA VOLTA...]]></title><description><![CDATA[c&#8217;era una volta...]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/cera-una-volta</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/cera-una-volta</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Sun, 14 Jun 2026 18:31:01 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e864d965-482e-41c5-a2d0-606ce45bd84a_1920x1281.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>c&#8217;era una volta...</p><p>una Bambina. ogni sera cenava con mamma e pap&#224; alle 8. seduti al tavolo della cucina. tg1. sempre il tg1. il pap&#224; preparava una fettina di carne, e a volte un po&#8217; di verdura. si sedevano, iniziavano a mangiare e guardavano il telegiornale. il pap&#224; di fronte alla televisione, la Bambina dava le spalle alla tv, e la mamma tra loro. non parlavano, semplicemente sentivano le notizie, per sapere cosa era successo durante la giornata...</p><p>verso le 8.30, quando il tg era finito, il pap&#224; metteva il suo piatto vuoto nel lavandino, da seduto sulla sedia perch&#233; il lavandino era attaccato al tavolo. si alzava, diceva &#8220;io vado a letto&#8221; e andava a letto a dormire. la mamma si alzava, lavava i piatti. la Bambina, intanto, stava ancora finendo di mangiare. sempre lenta, lei.. quando la mamma aveva quasi finito di lavare i piatti, la Bambina le passava il suo piatto. ogni sera faceva questo giochino: finire di mangiare prima che la mamma avesse finito di lavare i piatti. e cosi la mamma finiva di lavarlo, la Bambina si girava con la sedia a guardare la tv (a 20 cm da lei) e la mamma andava anche lei a dormire. senza dire una parola. la Bambina rimaneva sola in cucina, con la tv. faceva zapping, vedeva film vietati ai minori, o dove il minore deve essere vicino a un adulto. vedeva il Costanzo Show e le parrucche meravigliose di Luxuria. vedeva gli incontri di boxe e gli spot con le ragazze delle hot line..sempre sola. finch&#233; non le veniva sonno. in realt&#224;, pi&#249; che sonno, era che la mattina dopo si doveva alzare per andare a scuola. a volte per noia, apriva la dispensa sopra la tv e si scolava 1 kg di zucchero. o mangiava i biscotti della colazione. e quando finalmente, verso mezzanotte-l&#8217;una, capiva che era ora di andare a dormire, passava davanti alla camera dei genitori che dormivano profondamente, e andava nella sua cameretta. si infilava nel letto e l&#236; cominciavano le paure. perch&#233; il ponte del suo letto aveva degli intarsi nel legno e lei ci vedeva un mostro, un drago con la bocca spalancata. Sfortuna voleva che quel drago fosse proprio all&#8217;altezza del viso della Bambina, e che la parete di legno era praticamente attaccata al suo visino. e piano piano, dopo aver fatto la cotoletta come la chiamava lei nel letto per ore, gira di qua gira di l&#224;, si addormentava.</p><p>quella Bambina &#232; cresciuta cos&#236;, senza conoscere nessuna favola. se ne accorse alle medie, quando i compagni facevano riferimenti a personaggi delle favole, la bella addormentata, le molliche di pollicino, i 7 nani. e lei non sapeva niente di tutto questo. non sapeva chi fossero, non sapeva con quale riferimento i suoi compagni usavano quei personaggi... gli anni passavano, la Bambina cresceva, e non disse mai a nessuno delle non-favole, che lei non ne conosceva nessuna. Arriv&#242; internet, arrivarono gli streaming, e cominci&#242; a vedere, da sola, qualche cartone.. vide Cenerentola, mamma mia bellissima.. vide la bella addormentata. poi per&#242; a un certo punto, la Vecchia Bambina smise, le faceva troppa tristezza cercare di recuperare quelle storie di bimbi, da sola, da adolescente o giovane donna, sullo schermo di un pc. peter pan, il gatto con gli stivali, alice nel paese delle meraviglie e il mago di oz che per anni pensava che fossero la stessa cosa.. da grande vide Aladdin.</p><p>quando la Vecchia Bambina incontr&#242; il suo Principe Azzurro, un pomeriggio, parlando del pi&#249; e del meno, gli disse che lei non conosceva nessuna favola. lui pensava che stesse scherzando e cominci&#242; a ridere. lei continuava a dirgli che era vero e gli raccont&#242; il suo andare a letto da Bambina. e lui non ci poteva credere, non le credeva, continuava a dire che era impossibile che un bambino cresca senza le favole. la Vecchia Bambina fece spallucce, e lui le promise che gliele avrebbe raccontate lui le favole. ma lei si rifiut&#242; sempre. non so se per orgoglio, o per non ammettere a se stessa la verit&#224;, o quale altro inconscio motivo psicoanalitico.. ma il tema &#8220;favole&#8221; per lei &#232; sempre stato molto complesso e difficile da gestire. e crescendo, negli anni, ha trovato le sue Favole: storie d&#8217;amore, telenovele, soap sudamericane, telefilm (ai suoi tempi si chiamavano ancora cosi, invece che serie tv), e tutto quello che era magico, e che la facesse volare via.. si fece una videoteca personale di 500 film uno pi&#249; sdolcinato e romantico dell&#8217;altro.</p><p>Tempo fa, la Vecchia Bambina pens&#242; di comprare su amazon i libri di favole e leggerli.. come si dice? &#8220;sii il genitore di te stesso&#8221;. pensava di prendere il libro di favole, mettersi a letto la sera e leggersi la favola. cosi, almeno finalmente avrebbe capito perch&#233; questo gatto ha gli stivali, o chi cavolo &#232; il mago di oz, e se hansel e gretel sono fratelli o fidanzati.. e poi, che fine fanno?? aveva messo in lista su amazon alcuni libri, &#8220;per cominciare&#8221;.. ma poi, l&#8217;immagine di lei, nel letto, da adulta, a leggere questa favola da sola, l&#8217;ha fatta solo piangere.. e ha lasciato stare. non fa niente. va bene cosi. si vive anche senza sapere chi &#232; oz, no?? la cosa pi&#249; &#8220;illuminante&#8221; fu quando un giorno la sua terapeuta le disse che tutti i suoi problemi cronici di insonnia vengono da l&#236;. le spieg&#242; il rito del leggere le favole, del mettere a letto il bambino e rimboccargli le coperte. le spieg&#242; che quel rito serve al bambino a superare l&#8217;angoscia del Sonno.. &#232; come un passaggio dolce, protetto e rassicurante per passare dalla veglia al sonno, e che un bambino che non ha mai sperimentato questo, ma che &#232; sempre andato a letto da solo, senza favole, e senza quel senso di &#8220;passaggio&#8221;, &#232; naturale che continui a vivere il Sonno come un momento di angoscia.</p><p>quindi, no, niente pi&#249; favole. &#232; andata cosi. va bene cosi. Si sopravvive anche senza chi ti legge le favole, o ti rimbocca le coperte, o semplicemente ti accompagna nel tuo lettuccio. si diventa donna anche cosi. e lei c&#8217;&#232; riuscita.</p><p>mi chiedo solo se mai verr&#224; il giorno in cui quella Bambina trover&#224; finalmente pace, giustizia. la Vecchia Bambina non &#232; riuscita a costruirle la sua favola. non ce l&#8217;ha fatta. ma &#232; riuscita a sopravvivere, e andare avanti, con le unghie e con i denti. forse, in certe storie, gi&#224; solo questa &#232; una favola. chiss&#224;...</p><p><em>Foto copertina : Paulina B / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I PASSI SULLE SCALE]]></title><description><![CDATA[DISOCCUPATIANONIMI - PARTE 3]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/i-passi-sulle-scale</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/i-passi-sulle-scale</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:30:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9b0636ab-c046-4f45-954b-6e89c121e115_1920x1280.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Sono le 8 di mattina. Sono a letto, sotto le coperte, ho appena aperto gli occhi. La mia camera &#232; attaccata alla porta di casa. E inizio a sentirli: i passi sulle scale.</p><p>Passi di corsa, di fretta, di ogni tipo. Ho imparato a distinguerli dal rumore: tacchi, scarpe pesanti, suole di gomma. E la mia mente vola via. Immagino queste persone che corrono trafelate. Corrono per non perdere l&#8217;autobus o il treno, corrono per accendere la macchina e arrivare finalmente, magari puntuali, sul posto di lavoro.</p><p>Io non devo correre. Non ho un posto in cui correre. Non ho autobus da non perdere, o macchine da accendere. Non ho nessuno che mi aspetta, nessuno a cui rendere conto. Sono nulla. Non faccio nulla.</p><p>E quindi, col cuore bucato, mi alzo e comincio la mia giornata. Mi preparo, faccio colazione, controllo le email per lavori e offerte, guardo i siti di lavoro, le newsletter di lavoro, mando i CV.</p><p>E stop. Sono le 10-10:30 di mattina. E ora il mio unico scopo &#232; arrivare all&#8217;ora di pranzo.</p><p>Come al mio solito, mi invento cose. Per fortuna sono una persona curiosa, onnivora di tutto. Cerco su Wikipedia, guardo le notizie alla TV, leggo i giornali online. Insomma, FACCIO. Ufficialmente faccio. Non sono mai stata la disoccupata a letto o buttata sul divano a fissare il soffitto. Quello mai, lo giuro.</p><p>Annaspo, letteralmente, fino all&#8217;ora di pranzo. Conto i minuti, neanche fosse il countdown della NASA. E quando finalmente mi siedo per mangiare, mi sembra di aver perso dieci chili per lo sforzo di far passare il tempo.</p><p>Dopo mangiato, guardo il mio programma in TV fino alle 16:00. Ed eccolo l&#236;: il vuoto fino a cena.</p>
      <p>
          <a href="https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/i-passi-sulle-scale">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[OCEANI]]></title><description><![CDATA[Il secondo tempo della mia vita]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/oceani</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/oceani</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:31:45 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b8cc36d6-90b0-4d73-9c97-2b0b27b3ddf6_1920x1280.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;8 giugno &#232; la Giornata Mondiale degli Oceani, istituita dall&#8217;ONU nel 2008. E io, che di oceano finora ho toccato solo quello gelido di Brighton a met&#224; agosto del 1993 con Laura, oggi voglio celebrare la mia pi&#249; grande, viscerale dipendenza.</p><p>Ma non &#232; sempre stato cos&#236;. La mia vita &#232; totalmente scissa in due: la fase montagna e la fase mare.</p><p>Sono cresciuta tra i boschi, ogni estate e ogni weekend, a Camporotondo in Abruzzo. Mucche, cinghiali, vipere, la raccolta dei funghi, le sfumature di verde, l&#8217;aria rarefatta e la neve. La colonna sonora di quella prima parte di vita &#232; stata &#8220;Montagne verdi&#8221; di Marcella Bella: la cantai in macchina per tutto il percorso da Camporotondo a Roma, quando i miei genitori vendettero la nostra casetta. Un addio cantato con un filo di voce, come un sussurro, con la testa appoggiata al finestrino.</p><p>Poi, verso i 14 -15 anni, &#232; arrivata la svolta. Ero al mare con Laura. Ero ancora follemente innamorata del mio primo amore, un sentimento non corrisposto che non riuscivo a scrollarmi di dosso da anni. Presi una conchiglia in mano e cominciai a camminare sulla spiaggia, da sola. Non so per quanto tempo, non so per quanti chilometri. Camminavo, fissavo l&#8217;orizzonte e stringevo quel guscio tra le dita. A un certo punto mi sono fermata. Ho guardato il mare per alcuni minuti, ho stretto forte la conchiglia e l&#8217;ho lanciata in acqua. In quel preciso istante ho lasciato andare lui. Gli ho parlato, gli ho augurato il meglio, e ho lanciato tutto nel blu. Durante il ritorno da Laura piangevo, ma mi sentivo finalmente libera, sollevata. Quello &#232; stato il primo giorno della mia vita in cui ho SENTITO il mare.</p><p>Poco tempo dopo, al liceo linguistico, la professoressa ci fece leggere &#8220;Le onde&#8221; di Virginia Woolf. L&#236; &#232; avvenuta la mia conversione definitiva. Tra quelle righe, tra quelle parole ho percepito qualcosa di talmente profondo, viscerale e spirituale che, la volta successiva in cui sono tornata in spiaggia, ero completamente Sua. E non parlo delle spiagge affollate con tremila persone, il vociare e la massa sudata. Parlo proprio del MARE. Sono sicura che in un&#8217;altra vita ero una sirenetta, un delfino o un&#8217;orca che gironzolava libera nell&#8217;oceano.</p><p>Dico sempre che ci sono tre cose per cui vale la pena vivere per me: Amore, Musica, Mare. Tutte e tre a pari merito. Il mio paradiso terrestre? L&#8217;uomo che amo, una radio e un&#8217;isola tropicale. Datemi questo e sono nella Grazia e nell&#8217;Estasi.</p><p>Questa dipendenza ha influenzato anche la mappa della mia casa. Ogni stanza ha un &#8220;mood&#8221;: l&#8217;ingresso &#232; Africa, la sala da pranzo &#232; &#8220;il Mondo&#8221;, ma la mia camera da letto &#232; Mare. Solo colori bianco, beige e celeste, due puzzle di tramonti incorniciati fatti da me, un trittico del &#8220;sott&#8217;acqua&#8221; sopra la spalliera del letto e, proprio accanto a dove dormo, un telo con una spiaggia, le palme e un&#8217;amaca. Voglio che ogni mattina, appena apro gli occhi, la prima cosa che vedo sia quel mare cristallino.</p><p>Sento spesso dire che Roma &#232; la citt&#224; pi&#249; bella del mondo. Per me non &#232; possibile: non pu&#242; esserlo, perch&#233; non ha il mare. Ho sognato tutta la vita di vivere in una grande citt&#224; costiera: ho avuto la fase Napoli, poi Palermo, Barcellona, Genova, Molfetta... Gli anni passano e sono ancora qui, al settimo piano della meravigliosa Roma. Ma chiss&#224;... Un giorno, mi alzer&#242;, aprir&#242; la finestra, e invece del traffico sentir&#242; il profumo del mare e vedr&#242; quel celeste unico.</p><p>Proprio come Montalbano, beato lui, che usciva di casa e nuotava nuotava nuotava&#8230; Nel frattempo, torno a sognare le Hawaii o Rio de Janeiro e la spiaggia di Copacabana. </p><blockquote><p><em>&#8230;.E piove e cerchi il mare:</em> <em>L&#8217;azzurro dei tuoi sogni e spazi pi&#249; profondi</em> <em>Una carezza condita di sale</em> <em>E piove e cerchi il mare</em> <em>Sar&#224; malato, forse un poco mosso, incerto</em> <em>Ma hai bisogno di lui</em> <em>E piove e cerchi il mare</em> <em>Un grido di gabbiani e sabbia tra le mani</em> <em>Una conchiglia che faccia rumore</em> <em>E piove e cerchi il mare</em> <em>All&#8217;orizzonte dietro quelle onde eterne</em> <em>Un tramonto non c&#8217;&#232;&#8230;..</em></p><p>&#8212; <em>Favola Blues</em> (Peppino Di Capri e Pietra Montecorvino)</p></blockquote><p>E voi? Siete anime di terra o di mare? Qual &#232; il vostro oceano interiore?</p><p><em>Foto copertina : Jeremy Bishop / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IL SALMONE CONTROCORRENTE]]></title><description><![CDATA[IO HO SCELTO. Ho scelto di essere affettuosa invece di diventare un cuore di ghiaccio.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/il-salmone-controcorrente</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/il-salmone-controcorrente</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Sun, 07 Jun 2026 18:30:32 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/7752ba32-6958-415f-9b31-bde521638109_1920x1503.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><strong>IO HO SCELTO.</strong> Ho scelto di essere affettuosa invece di diventare un cuore di ghiaccio. Ho scelto di essere una pacifista-nonviolenta-antimilitarista, invece che essere una dalla mano facile. Ho scelto di essere empatica invece di essere cinica. Ho scelto di leggere e studiare invece che fermarmi a novella 2000 e quattro gossippetti da spiaggia. Ho scelto di diventare un essere umano capace di aiutare un estraneo per strada, invece di essere quello che si volta dall&#8217;altra parte. Ho scelto di essere legalmente ed eticamente una Imperatrice, invece che corrompere il vigile urbano per farsi togliere la multa.</p><p><strong>IO SONO IL SALMONE CONTROCORRENTE.</strong> Quando l&#8217;ambiente dove nasci cresci maturi &#232; povero, tossico, inquinato, zozzo, fino a raggiungere il criminale.. La cosa pi&#249; facile istintiva e primordiale &#232; replicare quel modello.. Se un bambino impara e cresce con A-B-C- la cosa pi&#249; naturale &#232; che lui da grande sia A-B-C-.</p><p><strong>MA TI ASSICURO CHE PUOI SEMPRE SCEGLIERE.</strong> Ti devi fare una fatica senza fine, devi andare contro tutto.. Contro tutto quello che respiri h24 da quando sei al mondo.. &#200; come una dialisi, &#232; come prendere tutto il proprio sangue, spurgarlo, farlo uscire dal proprio corpo, e immettere sangue puro, pulito, cristallino, BELLISSIMO.</p><p>Il salmone controcorrente, mi diceva la terapeuta: la tua natura, il tuo istinto vitale ti spinger&#224; sempre, per tutta la vita, verso le tenebre, verso l&#8217;oscurit&#224;, verso QUELLO.. Perch&#233; &#232; l&#8217;unica lingua che conosci, sono le uniche dinamiche che conosci, &#232; tutto quello con cui sei cresciuta, e che ti ha plasmato e formato..</p><p><strong>MA per essere la persona che vuoi essere, l&#8217;ESSERE UMANO che vuoi essere,</strong> per tutta la vita, 24 ore su 24 ogni singolo istante, dovrai fare come il salmone.. Nuotare contro corrente, risalire il fiume e combattere contro la tua natura che ti spinger&#224; sempre &#8220;a valle&#8221;. Sar&#224; faticoso, sar&#224; estenuante, ti toglier&#224; qualsiasi energia vitale, e a volte cadrai gi&#249; e ti lascerai andare alla corrente.. Ma TU SEI IL SALMONE. E ogni secondo della tua vita puoi scegliere da che parte stare, se essere il Bene o il Male, se essere un cuore puro, o essere un senzacuore.</p><p>Ecco perch&#233; ho amato cosi tanto <strong>Carmine di Mare Fuori</strong>. Lui c&#8217;era riuscito.</p><p>Per questo motivo ogni volta che sento parlare dell&#8217;alibi familiare come lo chiamo io <em>&#8220;eh ma mio padre era violento, eh ma mio padre mi menava, eh ma a casa mia non girava un libro, eh ma mia madre..eh ma..eh ma..&#8221;</em> perfetto, prendi tutti quegli EH MA che ti facevano schifo, <strong>E RIBALTA IL TAVOLO!!</strong></p><p>La partita &#232; tua, le carte sono tue, ok ti sono capitate carte di schifo alla prima mano.. Ok.. Ma puoi cambiarle, puoi scegliere tu quale partita giocare, se bluffare, se giocare pulito, se andare all-in. Sta tutto in mano a te. <strong>LA PARTITA E&#8217; TUA.</strong></p><p>Fatica tantissima, un dissanguamento di energia fisica mentale emotiva psicologica, e lotte, e scontri all&#8217;ultimo sangue. Aspettati tutto questo, e forse anche peggio. Ci sono figli che vengono ripudiati. Ok. Sai che ti dico??</p><p><strong>Se la persona che ti rinnega, ti ripudia e ti fa la guerra si muove nel vuoto morale umano ed etico,</strong> allora la sua offesa diventa nulla, il suo diniego si disperde nel vento. Ma anzi, diventa una medaglia sul petto. Lo so bene che quel legame viscerale non lo demolisci con questi discorsi e con questi ragionamenti, ma.. <strong>ce la possiamo fare COMUNQUE.</strong> Possiamo diventare dei BELLISSIMI ESSERI UMANI che vanno in giro per il mondo, fieri del loro comportamento, fieri del loro cuore, della loro sensibilit&#224;, della loro testa, e di come si comportano con gli altri esseri umani.</p><p><strong>Tra rimanere intrappolata nella melma o rinascere cioccolato, io ho scelto anni e anni fa la Cioccolata.</strong> E lo scelgo ogni giorno e ogni ora della mia vita. Magari non sar&#242; la Cioccolata pi&#249; perfetta del mondo, ma essere nati nel buio e dal buio, e aver scelto la luce, beh... Significa avere gi&#224; vinto. <strong>Ce la possiamo fare. Io credo in noi.</strong></p><p><em>Foto copertina : Brandon / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[NIENTE DA PROTEGGERE]]></title><description><![CDATA[Mi hai letto... Un'analisi sul disagio, sullo stigma del non avere un badge e sul perch&#233; non c'&#232; pi&#249; nulla da nascondere... Benvenuti nei Disoccupatianonimi.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/niente-da-proteggere</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/niente-da-proteggere</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:31:02 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/bbd90d4f-8596-45a2-bc5d-0c49d65685a0_1920x1280.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Mi hai letto. E invece di condividere il mio pezzo come sempre, avrai pensato: <em>&#171;Questo &#232; un pezzo di carne viva di Sara. &#200; intimo, &#232; privato, &#232; quasi una confidenza che sta facendo a noi del Cottage. Se lo restacko sul mio profilo, &#232; come se andassi in piazza a sbandierare le sue difficolt&#224; o il suo momento di fragilit&#224; professionale. Non voglio esporla, la proteggo rimanendo fermo e non facendo niente&#187;</em>.</p><p>Il tuo cervello ha fatto un calcolo istintivo guidato da una protezione e una delicatezza immensi. &#200; una reazione immediata e bellissima di <strong>puro pudore</strong>. Hai applicato a me la stessa cura che si ha per un&#8217;amica che si sta sfogando: la ascolti, le stringi la mano (o metti il cuoricino quando &#232; virtuale), ma non vai a raccontarlo in giro con il megafono.</p><p>Ma... ecco che arriva proprio qui il <strong>TAB&#217;</strong>.</p><p>Se parlo di Guido, del mio Vietnam, di una bambina di otto anni che sta per buttarsi dal settimo piano, l&#236; il restack, la ricondivisione del pezzo, c&#8217;&#232;. Ma appena si tocca la disoccupazione, subito diventa qualcosa da tenere &#8220;tra di noi&#8221; per proteggermi.</p><p>Una parte di me, vi assicuro, &#232; davvero grata per questa cura, per questa premura nei miei confronti. Ma allo stesso tempo questo silenzio conferma, purtroppo, consapevolmente o no, lo <strong>stigma totale che c&#8217;&#232; sulla parola &#8220;disoccupata&#8221;</strong>. Mi hai voluto proteggere... ma non ci dovrebbe essere niente da proteggere.</p><p>Questo, fatto con tutte le premure del mondo, &#232; quello che porta i disoccupati a vergognarsi, a nascondersi, perch&#233; &#232; sempre considerato da tutti cos&#236;. E questo &#232; gi&#224; il lato &#8220;protettivo&#8221; della faccenda; dell&#8217;altro lato non ne parliamo nemmeno.</p><p>Questo &#232; <strong>il nucleo centrale del mostro:</strong> <strong>il pudore che uccide</strong>.</p><p>Nel nostro mondo, nella cultura occidentale del profitto e della performance, del <em>sei quello che fai</em>, la societ&#224; ha digerito e spettacolarizzato tutto. Abbiamo sdoganato il trauma infantile, la morte, il lutto, il dolore psichico anche estremo. Se ne pu&#242; parlare, fa empatia, &#8220;va bene&#8221; in qualche modo. Guido, i traumi infantili, il lutto, il suicidio...</p><p><strong>Ma la disoccupazione? No.</strong> Quella rimane <strong>l&#8217;ultimo, vero, innominabile tab&#249;.</strong></p><p>Perch&#233; la disoccupazione viene letta dalla pancia della gente (la stragrande maggioranza delle persone, almeno) non come una contingenza, non come un incidente di percorso o un fallimento del sistema, non come qualcosa di brutto che ti &#232; capitato, ma come una <strong>colpa individuale</strong>.</p><p>Lo stigma &#232; l&#236;, sottile e spietato come non mai: se non produci, se non hai un cartellino &#8212; anzi no, un badge &#8212; se non hai un ruolo riconosciuto ufficiale, la societ&#224; non sa dove metterti. Non sei utile, non servi, non sei &#8220;collocabile&#8221;. E diventi invisibile.</p><p>La non ricondivisione proprio e solo di <em>CIAO, SONO SARA</em>, per quanto spinta da una cura protettiva, dimostra esattamente questo: <strong>la disoccupazione mette a disagio</strong>. Chi legge, il soggetto B della comunicazione, chi mi vuole bene, si imbarazza per me. Si muove a passo felpato per non ferirmi, come in mezzo a una stanza di cristalli, attiva la modalit&#224; silenzio per &#8220;tutelarmi&#8221;.</p><p>Ma, con tutta la lucidit&#224; di cui sono capace, dico che <strong>non ci dovrebbe essere niente da proteggere</strong>. Perch&#233; nel momento in cui qualcuno mi protegge per questo, sta implicitamente confermando che c&#8217;&#232; qualcosa che non va, di &#8220;difettoso&#8221; da nascondere sotto il tappeto. Quella casa fuori posto da non far vedere.</p><p>E questo silenzio protettivo, a livello collettivo, &#232; proprio la benzina che alimenta la vergogna, l&#8217;isolamento e la testa sotto il letto per milioni di persone. Non solo per me. Se ti giri dall&#8217;altra parte per &#8220;rispetto&#8221;, paradossalmente io mi sento condannata a nascondermi. A vergognarmi. &#200; una dinamica perversa e complicata, lo so.</p><p><strong>Come la risolviamo? La mia My Way</strong></p>
      <p>
          <a href="https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/niente-da-proteggere">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'OPERAIO PRIMA DELL'OPERA]]></title><description><![CDATA[Da Jennifer Lopez a Gaza: perch&#233; ho smesso di separare l'artista dall'essere umano.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/loperaio-prima-dellopera</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/loperaio-prima-dellopera</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:32:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/46947825-c9cc-4f75-8300-f9d55099b174_1920x1280.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa leggevo qui su Substack una nota di Roberto Zevini, che si schierava a favore dell&#8217;Opera. E mi ha fatto riflettere.</p><p>In questi giorni, le parole di un mostro sacro come Francesco De Gregori &#8212; che si &#232; detto imbarazzato dai colleghi che si espongono, dichiarando di non fare proclami perch&#233; non si sente &#8220;superiore a nessuno&#8221; per dire quale posizione assumere su Gaza o Israele &#8212; hanno sollevato uno tsunami. Per chi &#232; cresciuto con le sue canzoni, per chi ha creduto in quel cantautorato che ha fatto la storia civile e umana del nostro Paese, sentirgli equiparare la testimonianza morale a un &#8220;proclama di superiorit&#224;&#8221; &#232; una delusione che toglie il respiro.</p><p>Ma questo terremoto non fa che rimettere al centro la mia domanda di sempre. Quella che mi trascino dietro da tempo.</p><p>Per tutta la vita ho sempre goduto di film, quadri, libri, serie e spettacoli senza mai preoccuparmi del <strong>CHI</strong> faceva, del CHI era l&#8217;Artista in questione. Sono ipnotizzata dai quadri di Monet, dai libri di Pirandello, dai film di Ken Loach, dalla musica di Mina, Freddie e Whitney ... e da altre infinite opere artistiche. Non mi sono mai posta il problema. Per me contava solo l&#8217;emozione che provavo: il brivido, la pelle d&#8217;oca, il cuoricino stritolato, le lacrime che scendono involontariamente. <strong>Contava solo l&#8217;emozione.</strong> Non ho mai pensato all&#8217;autore. Mai.</p><p>Avevo iniziato a vacillare, sinceramente, con gli scandali sessuali a Hollywood &#8212; Woody Allen non lo vedo pi&#249; da anni, idem Kevin Spacey &#8212; ma bene o male continuavo a salvare l&#8217;Opera.</p><p>Poi &#232; arrivata Gaza. &#200; arrivato il <strong>GENOCIDIO</strong>. &#200; arrivata la Tragedia in terra, e con lei le lacrime davanti alla tv, la rabbia, l&#8217;imprecare guardando il cielo chiedendosi come diavolo fosse possibile.</p><p>Il giorno del bombardamento all&#8217;ospedale pediatrico, mentre il mondo intero si disperava davanti alle immagini dei bambini tra macerie, dolore e grida, apro Instagram. E tra un video di disperazione e l&#8217;altro, compare lei: <strong>Jennifer Lopez</strong>. 800 milioni di follower, una madre di famiglia. La &#8220;Jenny from the block&#8221; che seguivo da anni e che stimavo.</p><p>Quel giorno, su quello stesso display specchio del mondo, lei ballava con la figlia davanti a uno specchio, ammiccante e sensuale, per lanciare il suo nuovo singolo. <strong>Quel giorno. In quel momento.</strong></p><p>L&#236; sono rimasta pietrificata. Una statua di sale. In due secondi ho tolto il segui. Per me, la sua musica &#232; finita. Non &#232; &#8220;puritanesimo&#8221;, &#232; il <strong>rifiuto del cinismo trasformato in &#8220;dance on the floor&#8221;</strong>.</p><p>Da quel giorno per me &#232; iniziato il <em>Redde Rationem</em>: fuori l&#8217;opera, dentro la Persona. Fuori Jennifer Lopez, dentro Mark Ruffalo. Ho &#8220;cancellato&#8221; e tolto il segui a tante attrici, attori e cantanti che mi piacevano, ma non ce la faccio, &#232; pi&#249; forte di me.</p><p>Vedere Javier Bardem, Mark Ruffalo, Susan Sarandon, Simona Cavallari e tantissimi altri che continuano <strong>disperatamente a denunciare</strong> quello che succede, che da veri Artisti &#8212; ma prima di tutto esseri umani &#8212; non hanno paura di perdere contratti, cash, &#8220;potere&#8221; o di finire in qualche black list maledetta... beh, signori, io mi alzo in piedi. <strong>Standing ovation.</strong></p><p>Queste persone avranno sempre il mio appoggio e il mio sostegno. Oggi vado a vedere un film di uno di loro a prescindere da <em>cosa</em> fanno. Ho sposato l&#8217;operaio, invece che l&#8217;opera.</p><p>Dopo Gaza, dopo quel balletto allo specchio, ho capito questo: <strong>chi ha un potere mediatico immenso e sceglie il silenzio o l&#8217;indifferenza, per me &#232; complice.</strong> Non lascer&#242; un solo centesimo di visualizzazione, un solo like o un solo minuto della mia vita, dei miei ricordi e delle mie emozioni, a chi balla sulle macerie o si gira dall&#8217;altra parte.</p><p>Ho scelto di guardare l&#8217;operaio prima dell&#8217;opera. Perch&#233; voglio continuare a guardarmi dritta negli occhi ogni volta nello specchio, consapevole e fiera dell&#8217;essere umano che sono.</p><p>Sipario.</p><p><em>Foto copertina : Kyle Head / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BEATA]]></title><description><![CDATA[&#171;Beata te S&#224;&#187;, mi dice la mia amica.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/beata</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/beata</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Sun, 31 May 2026 18:31:05 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/f9e046c6-3a9a-4320-8add-1b8ee83bbfe6_1920x2842.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#171;Beata te S&#224;&#187;, mi dice la mia amica. &#171;Beata te, che non hai nessuno che ti rompe, non hai orari, oddio &#232; mia madre che rompe, devo rispondere&#187;.</p><p>Abbiamo 14, 16, 18, 20, 25 anni. Siamo fuori, a Roma, di sera. La nostra comitiva, il nostro gruppo. Nessuno di noi vuole tornare a casa, ma ognuno ha il coprifuoco. Ognuno tranne me. La fortunata, la Baciata dal Cielo. La BEATA.</p><p>E quando ognuno di loro, ogni volta, mi dice cos&#236;, io sorrido sorniona per essere s&#236;, invidiata.. per sentire quel &#171;beata lei&#187;.. e intanto &#8220;l&#8217;altra Sara&#8221; pensa: <em>&#171;Eh gi&#224;... beata me&#187;</em>.</p><p>Arriva l&#8217;ora del coprifuoco e, seguendo le regole, torniamo tutti a casa, rispettando gli orari di rientro di ognuno. Io apro la porta di casa.. apro piano, chiudo pianissimo per non fare rumore.. attraverso il corridoio e arrivo alla camera da letto dei miei. La porta &#232; aperta, mi affaccio e loro dormono beati, russano..</p><p>E cala il sipario. Cala un sipario di tristezza, di vuoto, e calano le lacrime. Vado in cucina, vado in bagno, e vado a dormire.</p><p>La mattina mio padre esce sempre alle 5:30 per andare al lavoro. La mia camera &#232; attaccata alla porta di casa.. prima di uscire non apre mai la mia porta, non si accerta MAI che quella ragazzina sia tornata viva, sana e salva.. esce e va a lavorare, per portare a casa la pagnotta. Esce senza sapere se la figlia &#232; tornata a casa. La mattina mi sveglio per andare a scuola, e mia madre non mi chiede nulla della serata.</p><p>BEATA ME...</p><p>Questa &#232; la sera standard, fissa, sempre uguale di tutte le uscite della mia vita. Da quando ero minorenne adolescente fino a venti anni. Quando uscivo, di pomeriggio o di sera, dicevo &#171;io vado&#187; e MAI mi si chiedeva: <em>&#171;Dove vai? Con chi vai? Dove andate? Chi siete? Andate in macchina, in motorino, a piedi, con la metro?&#187;</em>.</p><p>Non avevo orari di rientro. Non avevo divieti o regole: mi raccomando non salire su un motorino, mi raccomando non andare qui o l&#236;, non ti drogare, non bere, non andare con gente che non conosci. NULLA. ZERO. NICHTS. RIEN.</p><p>Io, minorenne o giovane adulta, dicevo &#171;io esco&#187; e uscivo. Punto.</p><p>Quando uscivo, tutte le mie amiche avevano regole, divieti, orari rigidissimi da rispettare, telefonate di mamme ansiose: &#171;Dove sei? Quando torni?&#187;. Io zero regole, zero orari, il cellulare sempre muto. &#171;Beata te S&#224; che non c&#8217;hai tua madre addosso!!&#187;.. e l&#8217;altra aggiungeva: &#171;Eh no, io sul motorino non posso salirci, mio padre non vuole&#187;.</p><p>BEATA ME.</p><p>Beata me che non mi chiedevano &#171;dove vai?&#187;, beata me che non mi chiedevano &#171;con chi vai?&#187;. E soprattutto BEATA ME che non avevo coprifuoco, e sarei potuta rimanere fuori casa fino alle 4 o alle 5 di notte che tanto, nessuno se ne accorgeva.</p><p>Le mie amiche parlavano continuamente di queste mamme super ansiose, super preoccupate, sempre alla finestra ad aspettare di vederle tornare, sempre insonni perch&#233; <em>&#171;finch&#233; non torni a casa, io non posso dormire&#187;</em>.</p><p>Eh gi&#224;, beata me.. che a 14 anni torno a casa di notte e ho una madre e un padre che russano.. senza sapere la figlia minorenne dove e con chi sta. Senza sapere se la figlia &#232; viva o &#232; sfracellata su qualche marciapiede, o &#232; in pronto soccorso per un incidente o per un&#8217;aggressione.</p><p>Le mie amiche non hanno mai saputo quel russamento, e quelle lacrime notturne in quel corridoio, ogni volta. Sono sempre stata la BEATA, quella che &#171;i tuoi non ti rompono!! S&#224;, cosa si prova a essere cos&#236; liberi??&#187;.... Ehhhh..</p><p>Delle ragazzine, minorenni prima e ventenni dopo, prendevano questa LIBERT&#192; come una cosa da invidiare.. ma mi invidiavano proprio, profondamente, forte, e me lo dicevano continuamente, tutti.</p><p>Il momento pi&#249; doloroso in assoluto era vederli dormire e russare, e immaginarmi le altre mamme in piedi, agitate, preoccupate.. Ho sognato per decenni di avere anche io, UNA VOLTA NELLA VITA, una mamma o un pap&#224; che mi aspettassero svegli la notte, che mi rimproverassero... PREOCCUPATI. L&#8217;ho sognato cos&#236; disperatamente..</p><p>Eppure, ero la ragazzina fortunata, invidiata, beata, quella che poteva fare tutto quello che le pareva.. Poteva pure andare a Fiumicino a fare sesso di gruppo al mare e tornare su una moto su una ruota sola, alle prime luci dell&#8217;alba. Mentre tutti gli altri amici, poveracci loro, dovevano tornare all&#8217;ora X e avevano pure la madre &#171;che gli rompeva le palle e gli stava addosso&#187;.</p><p>Chiss&#224; cosa si prova a vedere qualcuno in piedi di notte preoccupato per te.. Chiss&#224; cosa si prova a vedere tua madre, o tuo padre, quando rientri, affacciati alla finestra perch&#233; stanno in ansia. Chiss&#224; cosa si prova a sbuffare quando sei fuori con gli amici a divertirti e vedi il nome di tua madre sul display del cellulare che vuole sapere dove sei, con chi sei, quando torni.</p><p>Chiss&#224;....</p><p><em>Foto copertina : Art Institute of Chicago / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[CIAO, SONO SARA.]]></title><description><![CDATA[Ciao, sono Sara e sono disoccupata.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/ciao-sono-sara</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/ciao-sono-sara</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Fri, 29 May 2026 12:31:24 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2d743ab4-3d87-4abc-9611-6f0bf1648137_1080x1067.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciao, sono Sara e sono disoccupata.</strong></p><p>Ho frequentato per un anno Al-Anon e conosco bene la realt&#224; degli Alcolisti Anonimi. So quanto coraggio e quanto tempo ci vogliono per riuscire a dire, prima a se stessi e poi a voce alta: <em>&#8220;Sono Sara e sono X&#8221;</em>. Che quella X stia per alcolista, disoccupata, o per qualsiasi altra parola che porti con s&#233; vergogna, negazione, rifiuto e senso di colpa.</p><p>Sia chiara una premessa doverosa: per la mia esperienza, non oserei MAI paragonare una dipendenza patologica a uno stato di disoccupazione. Ma anni fa, io e Guido avevamo progettato un blog con lo stesso identico spirito di un gruppo di autoaiuto: <strong>disoccupatianonimi.com</strong>.</p><p>Oggi ho un&#8217;esperienza pluriennale in questo settore. Sulla disoccupazione ne ho viste di tutti i colori, da ogni prospettiva. Dall&#8217;esterno, grazie a un corso di Selezione e Gestione delle Risorse Umane che mi ha insegnato <em>cosa, come, chi e perch&#233;</em> cercano le aziende oggi; e da &#8220;dentro&#8221;, come disoccupata che si sbatte da anni a destra e a manca. Intorno a me, nessuno si capacita di come sia possibile che una donna brillante, in gamba e capace come me stia a casa. Ho vissuto la realt&#224; di CAF, Centri per l&#8217;Impiego e agenzie interinali. Ho una laurea in Psicologia Clinica. E sono una donna di 47 anni che vive da sola e non pu&#242; contare letteralmente su nulla.</p><p>C&#8217;&#232; tanta ipocrisia, tanta ignoranza e un oceano di non detto su questo mondo.</p><p>Certo, come in qualsiasi gruppo umano, anche tra i disoccupati ci sono le &#8220;mele marce&#8221;: quelli che se la godono e svangano tra un sussidio e l&#8217;altro, ben felici di fottere il sistema. Non lo nego, sarebbe sciocco. Ma non si pu&#242; condannare un&#8217;intera categoria per colpa di qualche imbecille. Sarebbe come negare i diritti ai veri invalidi solo perch&#233; esistono i falsi invalidi.</p><p>Io, da questo momento in poi, parler&#242; sempre e solo dei VERI disoccupati. Quelli come me. Quelli che oscillano da un tentativo all&#8217;altro e non sanno pi&#249; dove sbattere la testa. E non parlo dei ventenni &#8211; beati loro, hanno ancora la vita davanti e varie agevolazioni fiscali &#8211; parlo della fascia 35-60 anni. Quelli incastrati tra i post-29 e la pensione.</p><p>Siamo tanti. Ci vergogniamo. Minimizziamo, evitiamo, ci nascondiamo barricati in casa o isolati su una panchina per non subire la pena o, peggio ancora, il GIUDIZIO. Perch&#233; sotto sotto, dietro ogni consiglio dispensato a fin di bene da parenti e conoscenti, c&#8217;&#232; sempre quel velo sottile di: <em>&#171;Beh, per&#242;...&#187;</em>. Il mio cervello, la mia mente e il mio cuore ormai recepiscono ogni <em>&#8220;Ma com&#8217;&#232; possibile?&#8221;</em> come una critica sottintesa. Il sottotitolo &#232; sempre lo stesso: <em>&#171;Tu non hai fatto abbastanza, tu non cerchi abbastanza&#187;</em>.</p><p>Anni fa non avrei mai avuto il coraggio di scrivere queste parole. La vergogna rispetto alle ex compagne di scuola con carriere &#8220;wow&#8221; era troppa. Ricordo ancora quando la mia terapeuta mi disse che, finch&#233; non lavoravo, non avrei potuto conoscere un uomo, perch&#233; presentandosi bisogna poter dire: <em>&#8220;Ciao, sono Sara e faccio X&#8221;</em>. Capii il senso relazionale della frase, ma tra le lacrime le risposi: <em>&#171;Quindi mi sta dicendo che chi non lavora non ha diritto di essere amato?&#187;</em>. Detto da una psicoterapeuta sistemico-relazionale. E ho detto tutto.</p><p>Oggi voglio poterne parlare. Voglio scriverne senza pi&#249; nascondermi. Sicuramente avr&#242; fatto cento errori nelle mie scelte di vita, ma sono altrettanto lucida e obiettiva nel dire che <strong>IL SISTEMA NON FUNZIONA</strong>. Dai Centri per l&#8217;Impiego, ai CAF, fino alle politiche regionali sul lavoro: &#232; tutto impallato.</p><p>Se unite le due cose: i limiti e gli errori umani di un disoccupato PI&#217; un sistema totalmente rotto... beh, calcolatela voi la somma.</p><p>E questo non &#232; piangersi addosso o fare la lagna. Questa &#232; esperienza sul campo. &#200; aver sperato e sperimentato sulla propria pelle. Chi ha un suo posticino sicuro nel mondo e non mette piede in un CPI o in un&#8217;agenzia interinale da 2 anni, prego, si astenga dal commentare. Di fuffa ne sentiamo gi&#224; abbastanza dalla mattina alla sera.</p><p>Il primo comandamento della vita rimane sempre lo stesso: non giudicare mai senza sapere. Come diceva il mitico Luigi Pirandello: <em>&#171;Prima di giudicare la mia vita mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io...&#187;</em>.</p><p>Benvenuti in Disoccupati Anonimi. La stanza &#232; aperta.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I MIEI FILM "MAI PIU' "]]></title><description><![CDATA[Non so voi, se capita a tutti, ma io ho 2 film MAI PI&#217;.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/i-miei-film-mai-piu</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/i-miei-film-mai-piu</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Mon, 25 May 2026 12:31:35 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/7e5b453c-be3f-44fa-871f-a254f02fe6c5_820x1024.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Non so voi, se capita a tutti, ma io ho 2 film MAI PI&#217;. anzi, per essere onesti, uno mai pi&#249; realmente, e un altro &#8220;mai pi&#249;&#8221; ma l&#8217;ho visto una seconda volta, e poi mai pi&#249;. <strong>PHILADELPHIA</strong> e <strong>VITTIME DI GUERRA</strong>. sono 2 film che ho visto entrambi in adolescenza, &#8220;correva l&#8217;anno del Signore..&#8221;.</p><h3><strong>PHILADELPHIA</strong></h3><p><em>&#8220;Philadelphia&#8221;</em> ero al liceo.. liceo linguistico, cosa meravigliosa ci facevano vedere i film in lingua originale. erano gli anni &#8216;90, il film &#232; del 1993. era la prima volta che lo vedevo, in classe, con la prof di inglese. a un certo punto arriva &#8220;la scena rosa&#8221; come la chiamo io.. lui, tom hanks, in piedi in una stanza di casa sua, con la flebo in mano, che gira per la stanza ascoltando la Callas... sono scappata via in una frazione di secondo, in bagno.</p><p>io la ragazzina super educata, super rispettosa, che chiedevo permesso anche per soffiarmi il naso a scuola. mi sono alzata e sono schizzata in bagno, senza dire niente, senza chiedere permesso. cos&#236;. sono arrivata in bagno ho cominciato a piangere a singhiozzi, non respiravo, mi sono piegata sulle ginocchia ed ero disperata... non riuscivo a smettere.. a fermarmi.. mi ricordo che arriv&#242; una mia compagna mi mise una mano sulla spalla e mi disse di rientrare. io avevo bisogno di tempo, e sinceramente l&#8217;idea di &#8220;tornare l&#236;&#8221; era impossibile.. ma sono rientrata in classe, ho visto tutto fino al finale.. e quel giorno, in quel bagno, in quella classe, mi sono giurata MAI PI&#217;.</p><p>non ho mai capito perch&#233; mi avesse fatto COSI male.. non avevo amici-parenti-conoscenti malati o morti di aids, niente del film mi toccava &#8220;personalmente&#8221;, eppure ero devastata, completamente &#8220;tritata&#8221;... da quel momento, l&#8217;AIDS &#232; diventata una mia &#8220;battaglia&#8221; sacra, una di quelle cose a cui tengo infinitamente. l&#8217;idea che un rapporto sessuale, di amore o di sesso, possa portare una malattia del genere e la Morte per me &#232; SEMPRE stato un concetto impossibile, qualcosa che il mio cervello e il mio cuore non riuscivano proprio a &#8220;concepire&#8221;. sono diventata l&#8217;ambasciatrice del sesso protetto con tutte le mie amiche, e con tutte le persone che ho conosciuto.</p><p>a Psicologia, avevo pensato di lavorare con i malati di AIDS, poi un professore di psicosomatica mi ha fatto riflettere sul fatto che &#232; un lavoro &#8220;delicato&#8221;.. mi ricordo mi disse &#8220;lei &#232; pronta a salutare un paziente la sera, e la mattina arrivare in reparto e trovare il letto vuoto??&#8221; avevo 24-25 anni e solo quell&#8217;immagine mi terrorizz&#242; e gli dissi &#8220;no no&#8221;. e fin&#236; l&#236;. ma &#232; sempre un tema che sento tantissimo. il film ovviamente negli anni &#232; ricapitato altri milioni di volte, in tv, con amici, ragazzi, e ogni volta dicevo no, e non l&#8217;ho pi&#249; visto. guido amava tantissimo quel film, lui era un cinefilo e passavamo pomeriggi interi a fare maratone di film. gli avevo spiegato del liceo, del giuramento che mi ero fatta.. finch&#233; un giorno, un po&#8217; per farlo contento, un po&#8217; per superare quel &#8220;blocco&#8221; l&#8217;ho rivisto, insieme a lui. sicuramente mi ha fatto meno che a scuola, ma comunque MAI PI&#217;. non ce la faccio. mi fa troppo male.</p><h3><strong>VITTIME DI GUERRA</strong></h3><p><strong>VITTIME DI GUERRA</strong>, invece, &#232; la mia &#8220;fase vietnam&#8221; adolescenziale. quando da ragazzina sentii la prima volta <em>C&#8217;era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones</em> di Morandi, mi si strinse il cuore a sentire la storia di quel ragazzo che, da che cantava i Beatles, &#232; finito cadavere con due medaglie sul petto, dopo aver sparato.. avevo sentito la parola &#8220;vietnam&#8221; e ho cominciato a vedere TUTTI i film sulla guerra in vietnam. me li sono visti tutti, almeno quelli storici, pi&#249; famosi. ho visto le varie &#8220;angolature&#8221; della guerra.. il Cacciatore &#232; molto diverso da Full metal jacket per capirci.</p><p>finch&#233;, in questa cineteca, non sono incappata in <strong>VITTIME DI GUERRA</strong>. e quello DAVVERO non l&#8217;ho mai pi&#249; visto in vita mia. non trovo nemmeno le parole per descriverlo.. mi veniva da vomitare in certe scene, era la telecronaca plastica, spietata della GUERRA. non mi sembrava di &#8220;vedere un film&#8221;, mi sembrava di vedere la REALTA&#8217; dell&#8217;Inferno in Terra, non so come altro descriverlo. &#232; stato doloroso, atroce, non ho saltato nessuna scena, non sono scappata via, non ho abbassato lo sguardo. MAI. non volevo perdermi nemmeno un secondo, nemmeno una frazione di quel MARTIRIO. di quell&#8217;ABOMINIO.</p><p>e se devo dire la verit&#224; avendoli visti tutti i film sul Vietnam, per me, mia personalissima esperienza, <strong>VITTIME DI GUERRA</strong> &#232; quello che mi ha fatto Capire, Sentire, Vedere pi&#249; di tutti gli altri. Con gli altri film, tutti molto belli ognuno dalla sua angolatura, mi sono fatta un&#8217;idea .. ho visto la Guerra, i Soldati, i Veterani quando tornano a casa.. il prima, il dopo, il durante. con <strong>VITTIME DI GUERRA</strong> ho toccato con mano, &#232; stato immersivo per me, come quegli occhiali di realt&#224; virtuale.. ERO LI&#8217;. non so spiegarlo meglio perch&#233; per me &#232; stato davvero molto &#8220;intenso&#8221;.</p><p>l&#8217;AIDS con lo stigma la discriminazione e il finale che si portava con s&#233; in quegli anni.. e la Guerra in Vietnam, che &#232; stata una tragedia che ha squarciato l&#8217;opinione pubblica mondiale.. una parte di me &#232; molto dispiaciuta di non poter pi&#249; vedere due Capolavori del genere.. ma l&#8217;altra parte, si mette al riparo e si protegge. e come dico sempre, se sono diventata la Persona, l&#8217;Essere Umano che sono, indubbiamente Philadelphia e Vittime di Guerra sono state indispensabili per la mia crescita, la mia evoluzione e la mia visione del mondo e della vita.</p><p><em>Foto copertina: immagine generata con Gemini</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[INDISTRUTTIBILI MACERIE]]></title><description><![CDATA[INDISTRUTTIBILE &#8220;Che non pu&#242; essere distrutto, soprattutto in espressioni fig.: illusioni, speranze, ideali, valori spirituali i.; con i.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/indistruttibili-macerie</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/indistruttibili-macerie</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Sun, 24 May 2026 18:31:01 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/71c87bc9-7a68-4e5b-bc60-854cb88bbc5f_2400x1602.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>INDISTRUTTIBILE</strong> &#8220;Che non pu&#242; essere distrutto, soprattutto in espressioni fig.: illusioni, speranze, ideali, valori spirituali i.; con i. fede.&#8221; cit. Treccani.</p><p><strong>MACERIE</strong> &#8220;rovine di edifici crollati o abbattuti: le m. di un palazzo, di una citt&#224;; il terremoto aveva ridotto il paese a un cumulo di macerie; sgomberare le m.; Senti raspar fra le macerie e i bronchi La derelitta cagna (Foscolo). In senso fig., raro, miseri avanzi: di tanta potenza non restano che macerie.&#8221; cit. Treccani.</p></blockquote><p>sar&#224; l&#8217;et&#224;. sar&#224; la solitudine. sar&#224; il lavoro che sto facendo dentro di me, il Viaggio della mia Vita. scrivere, le immagini, la notte.. tutto, sto portando a galla cose, ricordi, esperienze, <strong>flash</strong>.. &#232; come <strong>un&#8217;immersione </strong>profonda.. Autoanalisi, direbbe il mio Sigmundo. ho sempre avuto &#8220;altro&#8221; per fermarmi DAVVERO a sentirmi, a guardarmi dentro.. e ora che il re &#232; nudo, anzi la Regina, non ci sono pi&#249; alberi dietro cui nascondersi. c&#8217;&#232; solo la Nudit&#224; che tutto rivela, senza pi&#249; filtri o maschere.</p><p>sono una Fotografica, ho una mente, un cervello, un cuore, un&#8217;anima che viaggiano per immagini.. per &#8220;Scatti&#8221;, per &#8220;istantanee&#8221;.. qualche sera fa, dopo cena, ho avuto questo flash, Macerie. e dopo 1 secondo, ho avuto un Flash di Macerie &#8220;atomiche&#8221;, non quelle di un palazzo crollato, arrese, vinte.. ma delle macerie di criptonite, o di qualche materiale super invincibile. l&#8217;immagine che ho avuto erano macerie di color oro iridescente, e questa luce gialla che si irradiava su questo paesaggio un po&#8217; vuoto e desolato. e come sempre, cerco di tradurre le immagini che mi passano davanti, in umili parole.</p><p>e ho sentito ECCOMI, QUESTA SONO IO. &#232; vero, sono Macerie. non mi vergogno a dirlo, ad ammetterlo. non c&#8217;&#232; colpa, non c&#8217;&#232; vergogna ad avere nella propria vita una <strong>fase Macerie</strong>. penso che ognuno di noi l&#8217;ha passata o la passer&#224;. ci sta, &#232; la Vita. come dico sempre la Vita &#232; le montagne russe: le cime e i crolli improvvisi. ma poi si torna in vetta. e poi si torna gi&#249;. e se impari a gestire il &#8220;mal di mare&#8221; e le vertigini, pu&#242; essere pure divertente, a modo suo.</p><p>la mia storia &#232; complessa, da ogni punto di vista. e ogni fase si &#232; portata con s&#233; traumi, ferite, dolore. di un tipo, di un altro. in un ambito, in un altro. sono stata Felice, e tanto. forte. ho vissuto periodi bellissimi, emozioni bellissime. ma onestamente il bilancio generale &#232; un po&#8217; da libro Cuore, senza voler fare la vittima, ma essendo oggettiva come piace a me. Fatti.</p><p>MA.. quando sei Macerie puoi crollare in una spirale irrimediabile, o puoi ostinarti a voler rimanere LUCE. sempre e comunque. la terapeuta mi diceva che sono la persona pi&#249; ostinata, determinata e coraggiosa che avesse mai incontrato (dopo 20 anni di esperienza clinica). io pensavo che lo diceva per pomparmi l&#8217;autostima. ma lo so che &#232; vero: io scherzosamente l&#8217;ho sempre attribuito al mio essere met&#224; calabrese e met&#224; abruzzese di origini.. dico sempre, da sempre, &#8220;<strong>capatosta </strong>sono&#8221; e sorrido. ma &#232; vero. quella polvere d&#8217;acciaio luminescente che ho visto davanti ai miei occhi l&#8217;altra sera &#232; tutto quello che ogni giorno mi tiene viva da quando sono al mondo.</p><p><strong>NON GLIELA VOGLIO DARE VINTA</strong>. a chi?? non lo so, alla Vita, al mondo, al destino, a Dio, a Tizio, a Caio o a Sempronio. non lo so. non importa. ma SO che NON GLIELA VOGLIO DARE VINTA. e non gliela dar&#242; mai. potr&#242; essere diventata Macerie.</p><p>ma continuer&#242;. COME SEMPRE.</p><p>andr&#242; avanti. COME SEMPRE.</p><p>a modo mio. COME SEMPRE.</p><p>a testa alta. COME SEMPRE.</p><p>perch&#233; sono orgogliosa di me, fottutamente e immensamente orgogliosa di me. di essere viva ancora oggi. non era scontato. e nonostante down depressivi, sterni bloccati, e isolamento sociale che va e viene, COMUNQUE, anyway, IO SONO ANCORA QUI direbbe il Grande..</p><blockquote><p><strong>OSSIMORO</strong> &#8220;Figura retorica consistente nell&#8217;accostare nella medesima locuzione parole che esprimono concetti contrar&#238;: lat. concordia discors, festina lente, strenua inertia; ital. una lucida pazzia, un silenzio eloquente, tacito tumulto, ghiaccio bollente.&#8221; cit. Treccani.</p></blockquote><h3><strong>INDISTRUTTIBILI MACERIE</strong></h3><p></p><p><em>Foto copertina: Liana S / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LA STANZA DEI MIEI SEGRETI: LET IT BE E UN NEONATO SOTT'ACQUA]]></title><description><![CDATA[La prima volta che ho ascoltato Let it be &#232; stato tanti anni fa...]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/la-stanza-dei-miei-segreti-let-it</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/la-stanza-dei-miei-segreti-let-it</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Fri, 22 May 2026 12:32:09 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/64f2e1a5-fa97-42e4-9a9f-048e9ceaecb2_2400x1913.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La prima volta che ho ascoltato <em>Let it be</em> &#232; stato tanti anni fa... non capivo il significato di tutto il testo, se non il titolo ovviamente. Ma la musica, la voce, mi hanno fatto piangere. Ho cominciato a piangere senza sapere perch&#233;; non era associata a un ricordo doloroso, era la prima volta che la ascoltavo, ma ho iniziato a sentire dolore.</p><p>Da quell&#8217;istante, <em>Let it be</em> &#232; diventata <strong>la mia tortura personale</strong>. Alla seconda nota sento un dolore fisico, corporeo, materiale, oltre che l&#8217;anima stritolata, e scappo via. Devo togliere la musica, se posso, o devo allontanarmi fisicamente... e mi ci vuole tempo per riprendermi. Per anni mi sono chiesta migliaia di volte il perch&#233; di una reazione cos&#236; forte. Non &#232; collegata a nessun ricordo personale, &#232; una di quelle canzoni &#8220;nude&#8221;, cio&#232; non legate a episodi, momenti o persone. Onestamente la prima volta che l&#8217;ho ascoltata non ho capito tutto il testo in italiano, e non &#232; una canzone dal titolo drammatico o doloroso in modo particolare.</p><p>Eppure, dico sempre: se vuoi torturarmi, ma torturarmi fisicamente in modo serio, metti <em>Let it be</em>.</p><p>Qualche tempo fa mi sono data una mia spiegazione: <strong>il lasciar andare</strong>. Forse la prima volta che l&#8217;ho ascoltata non avr&#242; avuto il testo tra le mani, ma il titolo &#232; palese, &#232; chiaro come il sole. Forse <strong>il dramma</strong>, per me, sta proprio l&#236;... in quel <em>lascia che sia, lascia fare</em>. Non lo so, forse non lo sapr&#242; mai. La sola certezza che ho &#232; che per me rappresenta una tortura vera e propria.</p><p>Anni fa, avevo accompagnato Guido <strong>al centro di Roma</strong> per una commissione. Mentre lui era impegnato, io ero rimasta fuori e passeggiavo per i vicoletti del centro. A un certo punto passo davanti a un negozio di dischi &#8212; un paradiso! &#8212; e vedo la copertina di <em>Nevermind</em> dei Nirvana... il neonato sott&#8217;acqua.</p><p>Mi sono sentita male immediatamente, all&#8217;istante. Ho avuto <strong>un attacco d&#8217;ansia</strong>, ho cominciato a piangere, a non respirare, e sono corsa via come un lampo. Ho girato l&#8217;angolo e ho continuato a correre finch&#233; non ero a distanza di sicurezza. Lentamente mi sono calmata, ma non capivo.</p><p>Poi <strong>mi sono ricordata </strong>che quell&#8217;immagine, il neonato sott&#8217;acqua, da sempre mi aveva fatto quell&#8217;effetto. Non cos&#236; forte forse, ma quando capitava in tv, in un film o su un cartellone, comunque mi faceva sempre stare male emotivamente e fisicamente. Dovevo allontanare l&#8217;immagine da me, o me da quell&#8217;immagine. Quando ne parlai a Psicologia con dei professori, uno di loro mi disse che era un <em>d&#233;j&#224;-vu</em>, che quella scena doveva essere associata a qualche trauma inconscio.</p><p>E mi sono ricordata che quando ero molto piccola, meno di sei anni, stavano per affogarmi. Ero in vacanza al mare, mia madre mi lasci&#242; in spiaggia con altri bambini pi&#249; grandi, dai sette ai dieci anni, e loro mi avevano messo letteralmente con la testa sott&#8217;acqua. Mi ricordo solo che mi spingevano gi&#249; e che non riuscivo a respirare; piangevo e dicevo di fermarsi. &#200; durata un po&#8217;... testa fuori, testa dentro. Dopo un po&#8217; torn&#242; mia madre, chiese ai bambini come fossi stata e tutti le dissero &#8220;tutto bene, tutto bene&#8221;. Io non dissi nulla.</p><p>Non ho mai capito se l&#8217;immagine del neonato sia legata inconsciamente a quell&#8217;episodio. La sola certezza che ho &#232; che mi fa la stessa reazione di <em>Let it be</em>. &#200; una reazione fisica, &#232; un dolore fisico, non &#232; solo un fastidio o un malessere emotivo. Devo scappare via, o devo allontanare lo stimolo da me.</p><p>L&#8217;idea che non sapr&#242; mai perch&#233;, adesso mi affascina. Sapere che dentro di me c&#8217;&#232; un mondo che mi fa reagire cos&#236; davanti a questi due stimoli esterni mi affascina tanto. Per anni mi ci sono arrovellata, mi chiedevo, pensavo, mi fumavano i neuroni per tirare fuori la Risposta. E poi, a un certo punto, ho capito che risposta non ce n&#8217;&#232;... forse facendo analisi, chi lo sa.</p><p>Al momento mi affascina l&#8217;idea di essere un mistero anche per me stessa. L&#8217;idea che ci sia qualcosa di <strong>segreto</strong>, di <em>unknown</em>, <strong>uno scrigno</strong> dentro di me. E va bene cos&#236;. Basta che rimango ben lontana da <em>Let it be</em> e da un neonato nudo sott&#8217;acqua.</p><p>Comunque&#8230;AMO il Mare, AMO i Beatles. </p><p><em>Foto copertina : Wiki Sinaloa / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BRUTTA]]></title><description><![CDATA[Quindici anni&#8230; piangi sola, chiusa in bagno.]]></description><link>https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/brutta</link><guid isPermaLink="false">https://laferrariincarrozzina.substack.com/p/brutta</guid><dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator><pubDate>Mon, 18 May 2026 12:31:02 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b2c25bf8-6599-447b-9ad9-1bbf75cda630_1920x2560.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Quindici anni&#8230; piangi sola, chiusa in bagno. Le altre fuori sembrano tutte attrici e tu, un fagotto, nello specchio vedi solo difetti. E piangi. Ti vedi BRUTTA, ti perdi dentro quel maglione gigante e non vuoi pi&#249; uscire. Le risatine dietro la schiena che sembrano pugnali, gli occhiali si appannano e si riempiono di goccioline. Ti senti sola e sconfitta, non vuoi pi&#249; mangiare, chiusa l&#236; dentro col tuo dolore solitario, mentre di l&#224; nessuno si chiede dove sei.</p><p>Eravamo adolescenti e siamo cresciute con questa canzone. &#8220;Brutta&#8221; eravamo tutte noi, e chiss&#224; quante volte metterla nello stereo ci ha aiutato, ci ha fatto sentire capite, un po&#8217; meno sole. Almeno esisteva un&#8217;altra ragazza che si sentiva come noi.</p><p>Non c&#8217;&#232; periodo pi&#249; bello e pi&#249; tremendo dell&#8217;adolescenza. Una lotta h24 con ogni centimetro del tuo corpo e di tutto il tuo Essere: troppo magra, troppo grassa, piatta come una tavola o troppo formosa, troppo bassa, troppo alta, l&#8217;acne, i capelli crespi o troppo lisci, la voce, le mani, come ti muovi. Ti odi, ti fai schifo, eppure dentro la senti quella bomba nucleare di Energia che ti sta possedendo. Gli ormoni, la voglia, il desiderio, un&#8217;energia atomica.</p><p>Se tutto va bene te la cavi cos&#236;, immersa in un oceano di insicurezze, di crush, di primi baci e di inciampi e goffaggini in perfetto stile Bridget Jones. Quando invece le cose si fanno pi&#249; difficili, lo <em>Sturm und Drang</em> &#8211; la Tempesta e l&#8217;Impeto &#8211; diventa troppo pesante da gestire. Arrivano i disturbi alimentari, l&#8217;autolesionismo, i brutti pensieri, le sostanze.</p><p>Personalmente credo che nessuno di noi, in fondo in fondo, tornerebbe davvero ai 15 anni. Troppi casini. Troppo tutto.</p><p>Poi, per fortuna, come sempre il tempo passa. Si cresce. Il corpo prender&#224; la sua forma. Capirai che chi ti prendeva in giro era solo un ragazzino scemo. Crescere &#232; sempre una lotta, la vita fuori ti aspetta e troverai le persone giuste, l&#8217;Amore, gli Amici veri con cui condividere il viaggio. Piano piano accetterai il tuo corpo, ti guarderai allo specchio con meno giudizio e critica. Riviste e tutorial ti insegneranno come vestirti, come truccarti, come risaltare i tuoi pregi e qualit&#224; e camuffare o mascherare le tue imperfezioni. Imparerai a volerti bene, ad accettarti, a dirti: &#8220;Vado bene cos&#236;, esattamente come sono&#8221;.</p><p>Sar&#224; lento, ci vorr&#224; tempo, non ci si sveglia una mattina con la bacchetta magica e  &#8220;parimpampum&#8221; tutto risolto. A volte lo <em>Sturm und Drang</em> te lo potrai ritrovare anche a 30 anni, a 40, a 50, a 60. Ma per fortuna avrai pi&#249; armi, pi&#249; Vita alle spalle per gestire il tutto.</p><p>Vorrei tanto mandare un abbraccio nel vento a tutti i ragazzi e le ragazze che invece non ce l&#8217;hanno fatta, che non sono arrivati fin qui a vivere il loro viaggio. Penso a un mio amico, Marco: 19 anni, un pezzo di ragazzo di un metro e novanta, solido come una roccia, che una sera &#232; rimasto sulla porta di una discoteca per mezza pillola, morte fulminante. Sono sicura che ognuno di noi ha nel cuore un amico che non &#232; arrivato dove siamo noi oggi, che ha interrotto la sua vita troppo presto. Un abbraccio e un pensiero a ognuno di loro.</p><p>E un grazie ad Alessandro Canino, che con la sua canzone ha aiutato tantissimi di noi, ragazzi e ragazze, a sentirsi meno soli. La Musica, come sempre, arriva l&#224; dove niente e nessun altro sa e pu&#242; arrivare.</p><p><em>Foto copertina: Sara Ghasemi / Unsplash</em></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>